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Cronaca Vialba / Via Cristina Belgioioso

Detenuto a Bollate: comune gli chiede l'Imu seconda casa

Il suo comune di residenza, in provincia di Varese, gli ha chiesto di pagare l'Imu seconda casa: ma lui si è rivolto al garante dei detenuti

Per alcuni detenuti l'indirizzo di residenza corrisponde a quello del carcere in cui scontano la pena. Soprattutto per motivi elettorali: ma da qui a considerare il carcere "prima casa" ai fini fiscali ce ne corre. E invece può succedere anche questo. E' accaduto a un detenuto del carcere di Bollate, W.B., che abita a Monvalle in provincia di Varese, comune nel quale è co-proprietario di due appartamenti.

Il municipio di Monvalle gli ha inviato la richiesta di pagamento dell'Imu seconda casa, perché ritiene che la sua abitazione principale sia in via Cristina Belgioioso 120, ovvero l'indirizzo del carcere. Questo perché il soggetto, per avere diritto all'agevolazione per l'abitazione principale, deve dimorarvi "abitualmente" secondo l'articolo 13 del decreto 201/2011.

Lui non si è dato per vinto e si è rivolto al garante regionale dei diritti dei detenuti, che difende la sua posizione: infatti lo stesso articolo di legge prevede che, per avere diritto all'agevolazione, occorra godere di un diritto reale su di essa: proprietà, usufrutto o altro. E naturalmente un detenuto non gode di un simile diritto sulla propria cella.

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