Raid punitivo nello stabile degli extracomunitari in via Adriano: una condanna

Uno dei partecipanti alla "spedizione" condannato a 4 mesi. Insieme ad altre persone portò taniche di benzina e fuochi artificiali per distruggere alcuni giacigli

L'intervento dei vigili del fuoco sul posto

Partecipò al rogo dei giacigli in cui dormivano alcuni extracomunitari in uno stabile abbandonato di via Adriano, nel mese di settembre del 2016: per questo è stato condannato a quattro mesi di carcere. Si tratta di uno degli imputati nel processo che si svolge a Milano a carico di nove persone in tutto. 

Video: l'esplosione e l'incendio in via Adriano

La condanna è stata comminata il 5 luglio dal giudice Francesca Ghezzi. I nove imputati rispondono di violenza privata e trasporto di materiale esplodente. Il pm del processo ha chiesto l'archiviazione per una decima persona motivandola con la "tenuità del fatto". 

2017: sgombero dell'ex Rsa di via Adriano

I dieci erano stati individuati dalla Digos di Milano dopo quasi due mesi di indagini: avevano ammesso il gesto motivandolo con l'esasperazione per le condizioni di degrado dello stabile e anche per alcuni episodi di reato come piccoli scippi attribuiti dal gruppo agli occupanti dell'edificio, una ex Rsa. Poco prima dell'incendio, lo stabile era stato teatro di una violenza sessuale.

Il raid era avvenuto all'inizio di settembre del 2016: il gruppo si era introdotto portando taniche di benzina e fuochi d'artificio in parte trovati sul posto dopo le esplosioni. Alcuni cittadini avevano allertato il numero di emergenza 112 facendo intervenire i vigili del fuoco e le forze dell'ordine. Le telecamere di via Adriano avevano poi "mostrato" il gruppo introdurre il materiale nell'edificio.

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L'obiettivo della "spedizione" era di dare una "lezione" agli occupanti dello stabile bruciandone gli effetti personali. Tra loro, i dieci si conoscono superficialmente ma si sono trovati "riuniti" dalla "causa comune". Al momento del raid, nello stabile non c'era nessuno. 

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