Cronaca piazza san babila

Canile incendiato a Kiev, morti 70 cani: fiaccolata a Milano

Più di 300 persone, secondo "Cani Sciolti", hanno partecipato alla fiaccolata da Cairoli a San Babila

In San Babila (foto La Loro Voce - Cani Sciolti)

Sono stati circa in 300 a partecipare, a Milano, alla fiaccolata organizzata per ricordare l'incendio subìto, qualche giorno fa, dal "Canile Italia" a Kiev, gestito da Andrea Cisternino, nel quale sono morti circa 70 cani. 

La fiaccolata è partita dopo le otto e mezza di venerdì sera da largo Cairoli: è arrivata in piazza San Babila transitando dal Duomo. I partecipanti indossavano almeno un indumento bianco e portavano un cero o una torcia. In piazza San Babila le fiaccole, disposte a forma di cuore, hanno incorniciato due attiviste che hanno letto il nome di ognuno dei cani deceduti nell'incendio.

Intanto le autorità ucraine sono al lavoro. Il giorno successivo all'incendio è stato posto sotto indagine un contadino del luogo, che - secondo le prime informazioni diffuse - avrebbe anche ammesso le sue responsabilità, e Cisternino è stato ricevuto dal capo della polizia di Kiev: verrà tenuto costantemente informato dell'evolversi del caso.

Gli animalisti temono che l'atto sia stato compiuto in realtà dai cosiddetti "dog hunters", letteralmente cacciatori di cani, che sarebbero 'specializzati' nell'uccidere cani randagi. Di qui anche feroci polemiche contro lo stato ucraino, accusato di tollerarli, anche se in realtà si tratta di una pratica illegale e spesso sanzionata col carcere. Le indagini, per ora, non possono né confermare né smentire alcuna pista. 

Nel frattempo, da tutta Italia è partita una catena di solidarietà nei confronti di Cisternino per aiutarlo economicamente a ricostruire il ricostruibile. Anche in Ucraina moltissime persone si sono mostrate vicine a lui e al canile e hanno immediatamente donato denaro, cibo per cani e qualunque altra cosa sia necessaria per sostenere il "Canile Italia", che a Kiev in molti apprezzano per l'impegno nel combattere il randagismo.

Uno degli striscioni recitava "Ucraina, vergogna" (in lingua russa). L'associazione "Loro Voce - Cani Sciolti" ha diffuso una nota per spiegare la scritta: "Vogliamo chiarire - si legge nella nota - che la nostra contestazione non è rivolta all'intera popolazione ucraina, tra la quale non mancano ottimi volontari e persone che davvero amano gli animali, bensì alle autorità ucraine, che ignorano i metodi incruenti di lotta al randagismo (ad esempio con le sterilizzazioni), che incentivano viceversa la vergogna dei dog hunter e l'uccisione dei randagi, e che quindi creano le condizioni perché accadano tragedie come quella occorsa ai cani custoditi nel rifugio di Andrea. È a chi ha fisicamente commesso l'infamia, ed a chi con le proprie leggi conniventi ne ha idealmente armato la mano, che gridiamo: Ucraina, vergogna!". 

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