Incendi Via Giacomo Antonini

La facciata della torre di via Antonini che si è incendiata "non era in Alucobond": il giallo

L'azienda produttrice del materiale smentisce di avere fornito i pannelli per la 'vela' del palazzo incendiato

C'è un colpo di scena nella vicenda dell'incendio che ha avvolto la Torre dei Moro in via Antonini domenica pomeriggio. La società che produce l'Alucobond, la 3A Composites, ha smentito che il rivestimento della 'vela' fosse stato realizzato con il suo materiale, composto da pannelli d'alluminio con una coibentazione minerale non infiammabile.

Questo contrasta con le parole dell'amministratore del condominio, Augusto Bonomi, che nell'immediatezza del rogo aveva spiegato a tutti che la facciata era stata realizzata in Alucobond. La procura della Repubblica, al momento, ha aperto un'indagine per disastro colposo a carico di ignoti: i pubblici ministeri dovranno chiarire anche questo aspetto della vicenda. Secondo quanto emerge, la committenza esatta parlava di pannelli in Alucobond "o similari" e questo avrebbe 'aperto' alla possibilità di utilizzare materiale più economico e anche, purtroppo, più infiammabile. C'è da chiedersi come mai l'amministratore abbia invece parlato con quella sicurezza del materiale di 3A Composites. 

Un altro aspetto su cui le indagini faranno luce è la causa scatenante del rogo. La versione più accreditata parla di un cortocircuito al quindicesimo piano, all'interno di un appartamento i cui proprietari erano in ferie da circa due settimane. Ma il portinaio dello stabile ha riferito che, pochi giorni prima del rogo, vi si era recato per innaffiare le piante trovando la corrente elettrica staccata. Sembra invece 'assolto' il cappotto in lana di vetro, altro rivestimento della facciata, che è ignifugo. Mentre non va dimenticato che il sistema antincendio ha funzionato correttamente soltanto fino al quinto piano.

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