Incendio in via Chiasserini, allarme diossina: acceso un ventilatore per allontanare i fumi

I vigili del fuoco lavorano incessantemente per facilitare lo spegnimento

Incendio di via Chiasserini, foto Granelli

Si teme per la presenza di diossina nell'aria oltre la norma a causa dell'incendio che dalla notte di domenica 14 ottobre continua ad ardere nel deposito di rifiuti di via Chiasserini. A dirlo è l'assessore all'ambiente Marco Granelli, che non ha mancato di elogiare l'opera dei vigili del fuoco, a lavoro sul posto senza sosta per domare l'incendio. Al momento i pompieri stanno spostando la massa di rifiuti incendiari, allontanandoli dal fuoco e bagnandoli per accelerare lo spegnimento, anche grazie a ragni meccanici. Nella notte, inoltre, è stata ultimata la demolizione di gran parte del magazzino che conteneva i rifiuti in fiamme.

A bruciare, come spiegato da Arpa, sono 16 mila metri cubi di rifiuti urbani misti, compresi plastica e legno, i cui fumi negli scorsi giorni sono stati avvertiti in quasi tutta Milano. Fumo e odore di bruciato, in particolare, fino a martedì si sentivano a sud e a ovest della città, mentre il giorno successivo, a causa del vento, si erano spostati al centro e a nord-est. Il comune di Milano e Arpa avevano raccomandato ai cittadini residenti nella zona dell'incendio di tenere chiuse le finestre e di evitare di consumare frutta e verdura prodotte in loco.

Pericolosità della diossina

L'allarme tossicità, che riguarderebbe prevalentemente l'area adiacente al devastante incendio, riguarda dunque la presenza di diossina, nome comune della tetraclorodibenzo-p-diossina. La sostanza, composta da cloro, carbonio, idrogeno e ossigeno, risulta velenosa per l'uomo. La soglia massima di tollerabilità fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità è di un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso. Superato questo limite nei feti possono verificarsi malformazioni ai reni e al palato. In alto quantitativo, inoltre, questa sostanza causa cloracne, una patologia per la quale la pelle di tutto il corpo si ricopre di pustole.

Aggiornamenti

A oggi l'assessore all'ambiente Marco Granelli ha spiegato che il ventilatore installato servirà per "spostare il fumo e lavorare meglio". La protezione civile ha poi rassicurato i residenti sul fatto che la fine dell'incendio è ormai vicina. Il 18 ottobre, inoltre, Arpa, l'agenzia per la prevenzione e protezione dell'ambiente, renderà noti i nuovi risultati dei test sull'aria. Nei giorni scorsi sul sito dell'agenzia si leggeva: "Le prime verifiche con strumenti da campo non hanno rilevato inquinanti presenti se non alcune tracce di ammoniaca".

Una task force che vedrà presenti l'assessore regionale all'Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, la vice sindaco di Milano e assessore alla Sicurezza, Anna Scavuzzo e l'assessore all'Ambiente e Mobilità, Marco Granelli si riunirà il 18 ottobre in via Chiasserini, per fare il punto della situazione. Nel frattempo sulla probabile origine dolosa del rogo stanno indagando la polizia e la magistratura. In particolare, la procura della Repubblica ha aperto due fascicoli: uno per traffico illecito di rifiuti e uno per incendio doloso.

A proposito del probabile dolo, il sindaco di Milano Beppe Sala si è espresso con durezza chiedendo pene esemplari. "Bisogna sottolineare due fatti. Il primo è che lì i rifiuti non potevano esser stoccati, il secondo è che, non nascondiamoci dietro un dito, l'incendio potrebbe essere doloso e i responsabili vanno identificati e colpiti in modo esemplare perché Milano lo chiede", ha dichiarato il primo cittadino. 
   

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