Incendi Bruzzano / Via Senigallia

Incendio rifiuti Bruzzano: diossina 270 volte superiore alla norma nella fase acuta

I dati Arpa

L'incendio alla Carluccio di Bruzzano

Diossina in quantità 270 volte superiore alla norma, ma soltanto nella fase acuta dell'incendio. E' questo il risultato della misurazione effettuata da Arpa Lombardia sull'aria dopo l'incendio che il 24 luglio ha distrutto un deposito di rifiuti a Bruzzano, nella periferia nord di Milano.

Per l'esattezza, diossine e furani sono stati misurati per 80,9 picogrammi per metrocubo, mentre il benzoapirene è stato rilevato per 40,838 nanogrammi per metrocubo. La misurazione è stata effettuata durante le ore più critiche. La stessa Arpa specifica che questi valori, come accade normalmente in questo genere di incendi, scendono dopo le prime fasi. 

La sorgente della diossina, in altre parole, era l'incendio stesso. L'Arpa comunque prosegue il monitoraggio dell'aria nella zona interessata fino a sabato 29 luglio. 

Bruzzano: incendio al deposito di rifiuti

Il 24 luglio, in via Senigallia, si è incendiato il deposito di rifiuti non pericolosi gestito da Carluccio Srl. La nube si è subito alzata ed è stata ben visibile da molti quartieri di Milano e dei Comuni dell'hinterland nord. 

Fin da subito è scoppiata la polemica tra Comune e Regione. L'assessore alla mobilità Marco Granelli ha evidenziato che quell'impianto era stato autorizzato dalla Regione contro il parere del Comune perché nei pressi c'è una scuola.

Bruzzano: l'incendio è doloso

Secondo le informazioni acquisite successivamente, l'incendio sarebbe di natura dolosa. La prima a riferirlo è stata Claudia Terzi, assessore regionale all'ambiente, intervistata da Radio Popolare. Terzi ha affermato di avere saputo che l'incendio era stato appiccato in più punti. Granelli le ha fatto eco: "I vigili del fuoco mi hanno riferito di un incendio molto esteso". Le indagini chiariranno, si spera, tutto nei minimi dettagli.

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