Incendi Bruzzano / Via Senigallia

Bruzzano, è stato un incendio doloso | Foto

Il rogo, molto esteso, sarebbe stato appiccato in più punti. Continuano le indagini

L'incendio a Bruzzano - Foto Bennati © Mt

Le fiamme erano estese a tutto il magazzino, come se il rogo fosse stato appiccato in più punti. Diretta conseguenza, stando ai primi accertamenti: l’incendio che lunedì sera ha distrutto la discarica “EcoNova” di “Carluccio Srl” di via Senigallia 55 a Milano è di natura dolosa. 

Il rogo, che ha continuato a bruciare fino al tardo pomeriggio di mercoledì, ha causato un’enorme nube di fumo nera che ha sprigionato un odore acre di bruciato avverito, naturalmente, nel quartiere di Bruzzano e fino al centro di Milano. Il comune, subito dopo l’incendio, aveva consigliato a tutti i residenti di zona di tenere le finestre chiuse e di evitare attività all’aperto nei pressi della discarica e la stessa amministrazione aveva chiuso, nel giorno successivo alle fiamme, l’asilo di via Senigallia, che sorge proprio a due passi dalla EcoNova. Poi, però, erano arrivate le rassicurazioni di Arpa sull’assenza di sostanze inquinanti e l’allarme inquinamento era rientrato, almeno parzialmente. 

I pompieri, però, hanno continuato a lavorare per ore ed ore per domare un rogo estesissimo, che coinvolto diversi punti dello stabilimento, come se gli inneschi fossero stati diversi. 

Incendio a Bruzzano: è stato doloso

I primi a ipotizzare una natura dolosa dell’incendio erano stati l’assessore all’ambiente di regione Lombardia, Claudia Terzi, e il suo collega del comune di Milano, Marco Granelli. “Mi hanno riferito che l’incendio non si è sviluppato in un solo punto – le parole della Terzi a Radiopopolare –. Sono notizie da confermare ma che si susseguono mano a mano che passano le ore”. “I vigili del fuoco - le aveva fatto eco Granelli - hanno parlato di un incendio molto aggressivo ed era esteso a tutto il magazzino. Confermo quanto detto da Terzi, a cosa sia dovuto lo diranno le indagini”. 

Incendio a Bruzzano: lite comune regione

Proprio comune e regione hanno a lungo litigato sul rogo dopo che lo stesso Granelli aveva spiegato che la discarica era stata certificata da regione Lombardia nonostante un parere negativo di palazzo Marino, giustificato proprio dalla vicinanza dell’impianto a case e scuole. 

“Nei prossimi giorni - ha chiuso la polemica mercoledì sera Granelli - riconvocherò il tavolo di coordinamento per avere le informazioni sui campioni di aria e per valutare come intervenire sul sito per metterlo in sicurezza e approfondire tutte le autorizzazioni. Il nostro obiettivo è valutare se sia ancora possibile mantenere una situazione come questa in mezzo alle case: il comune continuerà nel solco dei pareri che aveva già espresso evidenziando la criticità della collocazione. Sono certo - ha concluso - che tutti insieme troveremo presto una soluzione per impedire che quanto è successo si ripeta”.

Incendio ad Arese: brucia il deposito di rottami

E invece, “quanto successo” si è ripetuto poco dopo, anche se in un altro “teatro”. Mercoledì sera, infatti, un nuovo rogo ha devastato la Rmi, Rottami Metalli Italia Spa: azienda tra Lainate, Arese e Garbagnate che tratta rifiuti metallici e rottami di auto. 

Le fiamme, divampate verso le 20, hanno sprigionato una coltre di fumo nera che si è spinta fino a tutto l’hinterland Milanese. Ad andare a fuoco, stando ai primi accertamenti, sono stati proprio alcuni pezzi di vecchie vetture, tra cui sedili in flup, che erano ammassati in un'area di circa sessantamila metri quadrati. 

Anche ad Arese, come a Bruzzano, è subito scattata l’allerta ambientale, poi rientrata nella mattinata di giovedì dopo le rassicurazioni di Arpa. 

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