Incendi Bruzzano / Via Senigallia

Incendio a Milano, brucia deposito di rifiuti: i dati sull’inquinamento

La nota di Arpa e Comune

La colonna di fumo vista da Milano centro - Foto © Andrea Pica MilanoToday

È paura inquinamento a Bruzzano, teatro dello spaventoso incendio divampato lunedì sera nell’azienda di stoccaggio e trattamento rifiuti “EcoNova” di “Carluccio Srl”, praticamente distrutta dal rogo.

Le fiamme, scoppiate verso le 20, sono state completamente domate dai vigili del fuoco soltanto dopo una interminabile notte di lavoro e martedì mattina era ancora ben visibile in diverse zone di Milano la colonna di fumo che si è alzata dalla ditta di via Senigallia 55. 

Il rogo ha sprigionato nell’aria una densissima nube di fumo nero, che, spinta dal vento, ha reso l’aria irrespirabile in zona e in diversi quartieri di Milano, compreso il centro città. Le prime verifiche, confermando le parole del titolare, hanno accertato che a bruciare sono stati “soltanto” rifiuti di plastica, ma l’allerta per un potenziale pericolo inquinamento resta alta

Incendio a Bruzzano: dati sull’inquinamento 

Già dalla serata di lunedì, Arpa ha iniziato a monitorare la presenza di sostanze pericolose e i primi risultati sembrano escludere rischi. 

“È stata subito accertata - spiega l’azienda regionale per la protezione dell’ambiente - l’assenza, attraverso dei rilevatori portatili, di alcune sostanze pericolose quali ammoniaca, idrocarburi, solventi, anidride carbonica e acido solfidrico”.

Più tempo ci vorrà, invece, per le verifiche su altri elementi. “È stato immediatamente installato anche un campionatore ad alto volume. I primi risultati sulla concentrazione di diossine nell'aria - ha annunciato Arpa - saranno disponibili entro le prossime 72 ore vista la complessità analitica del lavoro di laboratorio”.

A breve sarà inoltre installato, in accordo con Ats Milano, un secondo campionatore ad alto volume.

“Non risultano situazioni pericolose per la salute pubblica”, ha informato il comune di Milano poche ore dopo l’Arpa. 

“Vigili del fuoco, Arpa e Ats - ha spiegato palazzo Marino - hanno analizzato la composizione del fumo nero e denso che fin da lunedì sera si è diffuso da Bruzzano verso tutta la città e i comuni confinanti e non risultano esservi attualmente microinquinanti in concentrazioni significative e tali da creare effetti nocivi per la salute, tuttavia le analisi e i monitoraggi continueranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni per verificare l'evoluzione della situazione”.

“Le fiamme sono state ormai domate dai vigili del fuoco, ma - ha sottolineato l’amministrazione - bisognerà attendere ancora una quindicina di ore prima che cessino completamente la combustione e la produzione di fumi all'interno dell'impianto di stoccaggio che operava a seguito delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione e dalla Città Metropolitana”.

Incendio a Milano: “Finestre chiuse”

Per prevenire qualsiasi pericolo, comunque, lunedì sera - un avviso poi ripetuto ancora martedì pomeriggio - il comune di Milano aveva invitato i cittadini della zona a tenere le finestre chiuse

Era stato l’assessore all’ambiente, Pierfrancesco Majorino, a chiedere ai residenti “a titolo precauzionale di tenere le finestre chiuse e limitare allo stretto indispensabile la permanenza in esterno nelle vicinanze” del magazzino distrutto dal rogo. 

Lo stesso Majorino aveva poi sottolineato come quell’impianto di stoccaggio rifiuti - approvato dalla regione e “osteggiato” dal Comune - si trovasse troppo vicino a scuole e case. 

Proprio una di quelle scuole, l’asilo nido di via Senigallia, martedì mattina non ha aperto perché “la struttura - ha scritto palazzo Marino su Twitter - è stata compromessa dall'incendio e non risulta quindi idonea a ospitare le attività dei bambini”.  

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