Incendi Via Giacomo Antonini

Grattacielo di Milano distrutto da un incendio: si indaga 'sull'effetto lente'

Gli inquirenti non escludono che un oggetto di vetro abbia innescato le fiamme al quindicesimo piano della torre

Non è ancora chiaro cosa abbia innescato le fiamme che hanno distrutto la Torre dei Moro di via Antonini a Milano nel pomeriggio di domenica 29 agosto. Sul caso sono in corso accertamenti da parte degli inquirenti che, secondo quanto trapelato, pare abbiano scartato la possibilità di un cortocircuito.

Per il momento, tra le ipotesi al vaglio, c'è anche "l'effetto lente": ossia che il fuoco sia stato causato da un oggetto di vetro (forse anche una bottiglia) lasciato sul balcone dell'appartamento al 15esimo piano. L'oggetto in questione potrebbe aver riflesso i raggi solari su un altro, forse un rifiuto, il quale per l'alta temperatura ha iniziato a bruciare.

Le lingue di fuoco poi avrebbero raggiunto la copertura a vela sulla facciata del palazzo, pannellatura che per gli esperti sarebbe stata "altamente infiammabile" dato che sarebbe stata composta principalmente da un materiale plastico. Il resto è cronaca di quello che è accaduto: il palazzo è diventato una gigantesca torcia nel giro di qualche minuto alzando in cielo una spessa nube di fumo nero visibile da diversi chilometri da distanza. I vigili del fuoco hanno impiegato quasi un giorno per spegnere completamente il rogo.

Proseguono le indagini della procura che ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Attualmente non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.

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