Incendi

Maxi incendio in deposito rifiuti a Codogno: "E' doloso"

Il rogo martedì sera è ormai spento: in attesa delle analisi, Arpa esclude l'autocombustione

Foto Vvff

L'incendio è spento. Ma è solo l'inizio: il maxi rogo di Codogno, nel Lodigiano, scoppiato alle 23.30 di martedì sera nell'area della Ggm, regolarmente autorizzata a stoccare rifiuti, apre a domande e indagini. Arpa ha già escluso l'autocombustione, per cui prende corpo l'ipotesi dolosa. La stessa Arpa aveva in programma controlli sul sito dopo avere rilevato, ad agosto, alcune irregolarità in un controllo a sorpresa.

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Sembra comunque da escludere un qualche parallelismo con gli incendi di Corteolona o via Chiasserini, che avevano fatto scoperchiare un business immenso di gestione fraudolenta dei rifiuti. Il Comune di Codogno, per precauzione, aveva invitato i cittadini a tenere chiuse le finestre fintanto che non fossero scomparse le nuvole di fumo. Alla Ggm vengono trattati rifiuti speciali, anche di tipo pericoloso.

Video: le fiamme a Codogno

In attesa delle analisi di Arpa, è certo che siano bruciate anche plastiche e vernici, cartoni e gomme, solventi e muletti. I carabinieri forestali, coordinati dalla procura di Lodi, cercheranno di accertare l'origine dolosa e dovranno anche capirne il movente. E si torna a parlare di politiche per affrontare l'emergenza, che in due anni in Lombardia ha prodotto oltre cinquanta roghi in depositi di rifiuti. 

Almeno due i roghi dell'estate 2019, a dimostrazione che il fenomeno degli incendi in depositi di rifiuti non si arresta. Il primo a Settimo Milanese, nella frazione di Seguro, il 9 luglio: un capannone di 1.400 metri quadrati che ospitava rifiuti industriali (autorizzato) è andato distrutto. Il secondo il 31 luglio a Cambiago: anche qui un capannone che ospitava rifiuti industriali e speciali ha preso fuoco.

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