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"Zitta o ti faccio fuori": minacce alla testimone del maxi incendio in discarica

L'autore delle intimidazioni sarebbe il titolare dell'impianto di rifiuti dove era scoppiato il rogo

"Stai zitta o ti faccio fuori". Così si sarebbe sentita minacciare la donna testimone del maxi incendio nella la Eredi Berté, discarica di Mortara (Pv), dal suo ex marito, nonché titolare dell'impianto, il quale è finito agli arresti.

Ad essere coinvolti nell'inchiesta per il rogo in cui bruciò una massa di rifiuti tre persone, per le quali sono scattate le manette. Tra loro anche il titolare della discarica e autore delle minacce, "coinvolto nell'indagine Infinito - come si legge nel decreto firmato dal gip di Milano, Guido Salvini - come componente di una Locale della 'ndrangheta". La presenza dell'uomo, continua il magistrato, "getta una luce poco rassicurante sull'episodio di minaccia in danno della testimone". 

I tre arrestati rispondono di traffico illecito di rifiuti, incendio doloso, utilizzo ed emissione di fatture false, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed autoriciclaggio. Il 7 ottobre la guardia di finanza ha anche sequestrato oltre un milione e 800 mila euro (tra terreni, fabbricati, patrimonio finanziario e automobili), presunto frutto del profitto illecito conseguito.

I gestori dell'impianto, dopo l'incendio e la dichiarazione di fallimento della società, si sarebbero adoperati per 'nascondere' i capitali in modo che non potessero essere utilizzati per pagare i creditori dell'azienda; e, dalle intercettazioni, gli investigatori hanno dedotto una presunta intenzione degli indagati di procedere con altri traffici illeciti, in particolare dei rifiuti bruciati nell'incendio del 2017. Il terzo arrestato sarebbe coinvolto nel riciclaggio dei profitti illeciti.

Prevista ispezione Arpa proprio nel giorno dell'incendio

L'eccezionale incendio provocò tra l'altro la chiusura delle scuole per due giorni in una vasta area della Lomellina, tra Vigevano e Mortara. Qualche giorno prima del rogo, gli abitanti della zona avevano presentato esposti per odori e rumori provenienti dalla ditta (che, peraltro, si occupava di smaltire rifiuti anche per conto del Comune di Mortara): l'Arpa aveva programmato un'ispezione ma aveva dovuto rimandarla proprio al giorno in cui è scoppiato l'incendio.

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