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Incendi Corsico

I pasticceri bersaglio del piromane: "Non lo conosciamo neppure"

I titolari di Gola e Vanità di Corsico si difendono dalle accuse dell'uomo che ha dato fuoco per due volte al loro locale

"Noi non conosciamo e non abbiamo mai avuto contatti con il responsabile. Mai ci saremmo permessi di deridere e offendere una persona, soprattutto se in difficoltà". È quanto precisano i titolari della pasticceria 'Gola e vanità' di via Foscolo a Corsico, dopo che il  59enne che ha dato fuoco al loro negozio ha detto di averlo fatto per vendicarsi di chi lo prendeva in giro per il suo stato di indigenza.

"Noi siamo figli di operai, abbiamo aperto insieme questa pasticceria 15 anni fa dal nulla dopo aver fatto esperienze e sacrifici in ristoranti stellati - scrive la coppia a MilanoToday -. Ogni volta che è stato possibile, abbiamo sempre fatto donazioni a Pane Quotidiano, partecipato e contribuito a iniziative sul territorio. Nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di fare la nostra parte. Ciò che abbiamo subito non è stata una vendetta, ma il gesto di una persona che pur con tutti i suoi problemi ha scelto un modo sbagliato per manifestare il proprio disagio".

I due pasticceri, Serena e Sergio, raccontano di stare affrontando un momento di difficoltà, sia a livello personale sia professionale, dopo che il loro locale è stato preso di mira dal 59enne, il quale, come lui stesso ha ammesso, vi ha appicato il fuoco nel pomeriggio di martedì 16 agosto e la notte nella notte 1° giugno. "Solo il sostegno delle forze dell'ordine, delle persone che ci sono vicine e di tutti i nostri clienti - continuano i due titolari - ci sta dando la forza per riparare i danni subiti e per riaprire il prima possibile".

Residente a Corsico, già noto alle forze dell'ordine e con problemi psichiatrici e di alcolismo, il piromane aveva confessato ai carabinieri di essere l'autore dei due incendi appiccati alla pasticceria di Corsico. Quando gli era stato chiesto perché avesse agito in quel modo, aveva risposto di essere stato spinto da sentimenti di astio nei confronti di alcuni abitanti e commercianti di Corsico, tra cui lo stesso titolare della pasticceria, il quale, a suo dire, l'avrebbero offeso per il suo stato di indigenza.

Durante la perquisizione del garage dove l'uomo vive erano stati trovati altri frammenti di canapa, uguale a quella trovata sul luogo dell'incendio e per lui era scattato l'arresto per incendio doloso. Oltre ad annerire le pareti della pasticceria il fuoco di martedì  potrebbe aver danneggiato anche alcuni macchinari. La struttura è stata comunque dichiarata agibile, ma i danni sono ancora da quantificare.

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