Martedì, 26 Ottobre 2021
Incendi Via Giacomo Antonini

Incendio in via Antonini, il pm: "Il sistema antincendio non ha funzionato correttamente"

Secondo alcune fonti, le bocchette antincendio avrebbero funzionato a dovere solo fino al quinto piano

Le bocchette antincendio del palazzo di via Antonini distrutto dalle fiamme nel pomeriggio di domenica 29 agosto hanno funzionato soltanto fino al quinto piano: lo si apprende da fonti della procura di Milano, che ha aperto un fascicolo per incendio colposo in relazione all'incendio dell'edificio, dando incarico al nucleo investigativo dei vigili del fuoco di ricostruire l'esatta dinamica del rogo.

Incendio torre dei Moro - Foto Vvf

Secondo quanto si può apprendere, le bocchette antincendio non hanno funzionato dal quinto al decimo piano e hanno funzionato solo in parte oltre il decimo piano. Gli erogatori si sono invece azionati correttamente nei due piani interrati mentre le scale del palazzo, costruite nel rispetto delle norme antincendio, hanno permesso alle persone presenti, circa trenta in quel momento, di evacuare il palazzo in completa sicurezza.

Facciata in lamiere d'alluminio

Da quanto è emerso, sarebbe stato un inquilino del sedicesimo piano ad accorgersi per primo del fumo (che proveniva dal piano inferiore) e a diramare l'allarme sia ai vicini di casa (attraverso una chat Whatsapp di condominio) sia ai vigili del fuoco. Ancora da capire la ragione per cui le fiamme, in poco tempo, hanno completamente avvolto l'intero edificio, costruito una decina d'anni fa. Secondo quanto detto dall'amministratore del condominio, Augusto Bonomi, il materiale della facciata era l'Alucobond, costituito da lamiere d'alluminio, mentre per il cappotto isolante era stata scelta la lana di vetro, che è incombustibile.

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