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"Tutte le bugie di Area C": un volume contro il ticket

Messaggi allarmistici sullo smog fanno leva sulla "necessità" di Area C. Ma molto spesso gli appigli scientifici sono nulli. E si fa di tutto per congestionare il traffico. Pubblicato un volume "contro", scaricabile gratis

E' stato pubblicato su internet, ed è scaricabile gratuitamente, un volumetto chiamato "Arcipelago Area C" (consultabile gratis) sulle false credenze e le istanze (molto spesso senza alcun valore scientifico) ambientaliste che gravitano attorno al pedaggio nella Cerchia dei Bastioni milanese. 

Un ottimo motivo di cassa per il Comune - circa 25 milioni di euro annui - ma che non ha, tuttavia, secondo gli autori del volume, troppi fondamenti ambientali. Il testo è stato scritto da Enrico Engelmann e Andrea Trentini, biologo e ricercatore informatico. Del loro lavoro se n'è occupato Quattroruote nell'ultimo numero.

Primo punto dolente: lo smog. "Da oltre 10 anni viviamo bombardati da messaggi allarmistici sullo smog - spiega al periodico motoristico Trentini -, ma nella realtà, se si osservano i dati storici sulle emissioni, l'inquinamento sia progressivamente calato. Questo poichè i carburanti, i motori e le tecnologie applicate alle auto hanno registrato grandi progressi". 

A ciò si aggiunge il "valore" delle Pm10, le particelle più "pericolose", che hanno un "fondo" provocato dalla polvere, dalle piante e dall'erosione naturale: dato che "sminuisce" l'inquinamento da traffico anche di 30, 40 microgrammi per metro cubo. Sul "famigerato" "black carbon", poi, non vi sono rilievi scientifici condivisi "sugli effetti del composto sulla salute umana". 

"Sminuito", poi, il valore di Area C nella riduzione del traffico: "Vero, le auto sono diminuite: mai i dati del Comune che parlano del 30% vanno stornati dei ridotti consumi petroliferi nell'ordine del 10, 12%. In tantissimi non usano più la macchina per ragioni economiche", dicono gli autori. 

Si fa leva sulla preoccupazione "indotta" dell'inquinamento, ma la verità, secondo il libro, è che "serve tutto a fare cassa". "La cosa più insensata è la proliferazione dei marciapiedi giganti, che impediscono ai veicoli di scorrere; inoltre, continui dossi e fermate, limiti bassi, fanno consumare di più", proseguono. 

"Inoltre - concludono Trentini ed Engelmann -, sincronizzare bene i semafori e segnalare la disponibilità di posteggi liberi elettronici, per esempio, ridurrebbe la quantità di emissioni prodotte restando fermi o girando a vuoto per cercare un parcheggio. Tutto ciò che si fa, invece, è fatto per intralciare il traffico". 

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