Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Depistaggio per condizionare le indagini su Eni: perquisizioni dal manager Mantovani

Insieme a lui, risultano indagati anche il legale esterno di Eni Pietro Amara, il suo collaboratore Alessandro Ferraro, il tecnico petrolifero Massimo Gaboardi

Repertorio

Perquisizioni a carico di Massimo Mantovani, ex responsabile dell'ufficio legale di Eni ed attuale dirigente della società. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Milano ha fatto scattare il blitz nella giornata di martedì.

Mantovani, stando all'inchiesta del pm Laura Pedio, sarebbe l'organizzatore di un'associazione a delinquere accusata di "aver concordato e posto in essere un vero e proprio depistaggio attraverso esposti anonimi alle Procure di Trani e Siracusa nel 2015 – 2016". Le presunte manovre di depistaggio per condizionare le inchieste milanesi Eni-Nigeria ed Eni-Algeria. Un filone d'indagine che si intreccia con l'inchiesta delle Procure di Roma e Messina.

Il dirigente, indagato in qualità di ex responsabile dell'ufficio legale Eni fino all'ottobre 2016 e attuale 'Chief Gas & Lng Marketing and Power Officer' di Eni è accusato di associazione per delinquere finalizzata ai reati di false informazioni a pm e calunnia. Mantovani è uno dei quattro indagati nell'inchiesta milanese. Insieme a lui, risultano indagati anche il legale esterno di Eni Pietro Amara, il suo collaboratore Alessandro Ferraro, il tecnico petrolifero Massimo Gaboardi.

"Eni - spiega l'azienda - confida nella correttezza dell'operato del proprio management". La società, secondo un portavoce, "avvierà le opportune verifiche interne e auspica che si faccia quanto prima chiarezza sui fatti oggetto di indagine". 

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