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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Morte Luca Massari: indagini chiuse, omicidio volontario per i 3 aggressori

Michael Morris Ciavarella e i fratelli Pietro e Stefania Citterio sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi per la morte del tassista milanese, deceduto dopo un mese di coma

Chiuse le indagini per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi nei confronti di Michael Morris Ciavarella e dei fratelli Pietro e Stefania Citterio accusati di aver ucciso il tassista milanese Luca Massari. Le indagini sono state chiuse anche nei confronti di una quarta persona accusata di favoreggiamento per aver aiutato i tre "ad eludere le indagini". "Sentito due volte dalla polizia giudiziaria" l'uomo ha risposto "che ad aggredire fisicamente il Massari era stato il solo Ciavarella".

Luca Massari. E' morto lo scorso 11 novembre dopo un mese di coma. E' stato aggredito il 10 ottobre scorso per aver investito e ucciso accidentalmente un cane. Dopo il decesso il pm di Milano Tiziana Siciliano ha cambiato l'accusa da a omicidio volontario con crudeltà.

Secondo il pm i 3 aggressori avrebbero agito con una "furia incontenibile". In particolare Morris Ciavarella, sarebbe l'autore "degli ultimi due micidiali colpi.. tra cui una ginocchiata in pieno volto sferrata abbassando la testa del Massari, ed una spinta finale" facendo così "cadere all'indietro la vittima del pestaggio che urtava violentemente con la testa il marciapiede ivi rimanendo privo di sensi".

 La prima ad aggredire, in via Luca Ghini, zona sud di Milano, il tassista, stando alle indagini, sarebbe stata la fidanzata di Ciavarella, Stefania Citterio, "che si è scagliata contro di lui iniziando a colpirlo con pugni e spintoni" urlandogli "ti ammazzo", "seguita da Pietro Citterio", il fratello.

Il pm parla di "concorso morale e materiale" dei tre nell'omicidio. A carico di Pietro Citterio il pm ha ipotizzato anche i reati di incendio, per aver dato fuoco all'auto di un testimone dell'accaduto il giorno dell'aggressione, e di minacce e percosse per aver aggredito un fotografo lo stesso giorno "con una scopa e a mani nude sferrandogli diversi calci e pugni".

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