Cronaca Rogoredo / Via Marignano

Cade un aereo a San Donato (Milano): palazzo in fiamme, 8 morti

Distrutto un edificio: 8 morti, tra cui un bambino. Le vittime sarebbero tutte straniere di origini romene, tranne 2 italiani: a bordo un ricco immobiliarista. Il bambino deceduto aveva poco più di un anno

8 morti, tra cui un bambino di 1 anno, e distrutti due nuclei famigliari: l'intera famiglia di un ricchissimo immobiliarista romeno e quella di un italiano 33enne, tra le vittime. E' il bilancio dell'incidente che ha coinvolto un velivolo precipitato a San Donato (Milano) in via Marignano (angolo via 8 ottobre 2001), intorno alle 13 di domenica 3 ottobre. L'area è quella nei pressi della metro linea 3 gialla, che ha capolinea San Donato, con l'autosilo scambiatore. Siamo esattamente al confine tra il Comune di Milano e quello sandonatese. Secondo i primi riscontri il piccolo aereo (un Pc-12) avrebbe perso rapidamente quota dopo un'avaria improvvisa fino a colpire un edificio. Alcuni testimoni parlano di fumo dal motore. Il palazzo colpito è andato in fiamme: l'aereo, infatti, ha impattato carico di carburante, favorendo la combustione. Atm fa sapere che non c'erano persone dentro lo stabile e non ci sono feriti a terra. La palazzina in costruzione, di proprietà del Comune ma in gestione all'Azienda trasporti, sarebbe dovuta diventare una stazione degli autobus, e non c'era nessuno all'interno. Anche alcune auto parcheggiate nei pressi dell'incidente si sono incendiate.  

Video: le prime immagini dopo lo schianto

Sul posto sono immediatamente giunti gli agenti della polizia di Stato, vigili del fuoco, i carabinieri, il personale di Areu 118 (con 5 ambulanze, l'elisoccorso e automedica). Nel pomeriggio sono arrivati anche il sindaco di Milano Beppe Sala e quello di San Donato Andrea Cecchi. Il traffico aereo su Linate è stato sospeso per una decina di minuti poi ha ripreso corso regolare. Sembra che l'aereo sia proprio partito dal city airport meneghino in direzione Olbia (Sardegna) e abbia perso quota per un problema tecnico. Da capire se ci sia stata responsabilità del pilota.

A bordo, dai primi riscontri, sembra ci fossero 8 persone (pilota e 7 passeggeri). Il comandante era di origini romene con passaporto tedesco. Nessuno di loro ce l'ha fatta: sono tutti morti nell'impatto. Tra le vittime anche un bambino. Si tratta di stranieri, francesi e romeni, e 2 italiani. L'aereo caduto è un monomotore, monoplano ad ala bassa, progettato e prodotto dall'azienda aeronautica svizzera Pilatus Aircraft: solitamente molto affidabile, viene usato per brevi tratte ed è principalmente utilizzato da aziende e manager. E' in produzione dagli inizi degli anni Novanta. Da Flightradar24 è possibile vedere il brevissimo tratto dell'aereo che, una volta decollato, ha virato e ha finito rovinosamente la sua corsa su una palazzina. La scatola nera, informano i vigili del fuoco, però, non è ancora stata trovata. Dalle testimonianze, il motore era in fiamme: la discesa è durata una quindicina di secondi. Per ora è stato solo ritrovato un corpo. 

Le vittime

Era considerato uno degli uomini più ricchi della Romania Dan Petrescu, proprietario e pilota dell'aereo che si è schiantato contro una palazzina. La notizia non è ancora stata confermata ufficialmente dalle autorità romene, ma i dubbi sono pochi. Aveva 68 anni, doppia cittadinanza tedesca e romena, ed era uno dei principali investitori nel settore immobiliare del suo Paese, oltre che essere stato storicamente attivo nell'automotive. Tra le vittime suo figlio di 30 anni, Dan Stefan Petrescu, indicato inizialmente alla guida dell'aereo, nato a Monaco di Baviera e anche lui con doppia cittadinanza, e sua moglie, di 65 anni, nata in Romania con cittadinanza francese. Con loro altre 5 persone, compreso il bambino di 1 anno italiano, nato a Milano, figlio dell'amico Filippo Nascimbene, anche lui a bordo. Da quanto è trapelato e si legge sui siti romeni, erano loro amici: dunque due nuclei famigliari sono stati colpiti dalla tragedia.

Petrescu aveva un patrimonio stimato intorno al miliardo di euro. Appassionato di meccanica, oltre all'aereo aveva una grande collezione d'auto. Il 68enne aveva lasciato la Romania durante il regime comunista di Ceausescu e aveva trovato asilo in Germania. Era tornato dopo il 1989. Era stato uno dei principali partner commerciali di Ion Tiriac, l'ex tennista romeno diventato imprenditore e primo del suo Paese a comparire sulla classifica di Forbes. Petrescu era proprietario di centri commerciali e numerose palazzine. L'aereo era stato acquistato nel 2015 da Petrescu insieme a Vova Cohn, ex azionista della squadra di calcio della Dinamo Bucarest. Il viaggio da Milano era per raggiungere la villa di famiglia a Olbia. 

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