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Quattro operai morti alla Lamina: allarme funzionava ma il sensore era troppo in alto

Alla Lamina, il sensore del forno che segnala fughe di gas si trova a circa un metro di altezza. Troppo in alto, forse, per segnalate la presenza di argon a livello inferiore

Continuano le indagini sull'incidente che ha provocato la morte di quattro operai alla Lamina, il 16 gennaio 2018, in via Rho a Milano. L’allarme funzionava regolarmente ma probabilmente il sensore che segnala eventuali fughe di gas non era in grado di “captare” la presenza di argon, gas più pesate dell’aria che proprio per questo si deposita a terra, al di sotto di un determinato livello.

I magistrati milanesi che indagano sull’incidente nel forno di fusione dei metalli dello stabilimento stanno proseguendo questa nuova pista.

Il quadro che prende forma dopo circa due mesi di indagini smentisce quanto emerso dai primi risultati investigativi. L’impianto di allarme, quello che segnala la presenza di gas all’interno del forno di laminazione dei metalli, il giorno della tragedia non era guasto: suonò poco dopo le 9 del mattino e potrebbe essere stato disattivato da uno degli operai rimasti vittime dell’incidente.

In attesa di nuove e più approfondite verifiche (il magistrato titolare delle indagini ha disposto un nuovo sopralluogo, ma la data è ancora da fissare), resta il mistero sulla fuga del gas risultata letale per quattro operai dello stabilimento. Un’eventuale perdita della valvola dio fuoriuscita, infatti, avrebbe riempito la vasca di sostanze gassose nel giro di qualche ora. Ma così non è stato, visto che la prima vittima, l’elettricista esterno Marco Santamaria, restò qualche minuto al lavoro all’interno della forno interrato prima di perdere conoscenza e accasciarsi a terra. Segno che, intorno alle 16 del pomeriggio (cioè diverse ore dopo il primo allarme), l’ambiente non era ancora saturo di argon, gas che provoca la morte di un uomo al massimo in una quarantina di secondi.

L'accusa di un operaio: "I soccorsi sono stati lenti"

Il sospetto degli investigatori è che l’operaio abbia perso conoscenza inalando il gas che si era depositato nella parte bassa della vasca soltanto dopo essersi chinato verso terra per prendere alcuni attrezzi dalla cassetta che aveva lasciato sul pavimento.

La fabbrica dove è accaduta la tragedia

Se nel forno c’era gas, perchè l’allarme (che funzionava) non è scattato? La riposta potrebbe arrivare dalle prossime verifiche investigative sugli standard di sicurezza del forno e soprattutto sull’idoneità del sistema di allerta. La vasca interrata e l’impianto che segnala perdite di gas risalgono infatti a una ventina di anni fa, quando i metalli venivano trattati esclusivamente con l’azoto. Sostanza che poi è stata sostituta con l’argon, gas notevolmente più adatto per questo tipo di lavorazioni. Alla Lamina, il sensore del forno che segnala fughe di gas si trova a circa un metro di altezza. Troppo in alto, forse, per segnalate la presenza di argon a livello inferiore.

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