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Repertorio

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Incidente a Corsico, condannato per omicidio ucciso da un'auto: morto Marco Alberti, chi era

I rielivi sul posto dell'incidente sono stati affidati ai carabinieri di Corsico. Chi era la vittima

Il suo cuore si è fermato subito dopo l'incidente. Rianimato sul posto, i battiti erano ripartiti ma poi si sono spenti definitivamente poco dopo, all'ospedale Humanitas di Rozzano. È morto così, nella notte tra domenica e lunedì, Marco Alberti. L'uomo, nato a Verona 60 anni fa e con precedenti per omicidio e soppressione di cadavere, come confermato dalle autorità a MilanoToday, attualmente viveva in semilibertà con obbligo di rientro al carcere di Bollate.

Incidente mortale a Corsico: muore detenuto Bollate

Dopo l'incidente, avvenuto pochi minuti prima dell'una di lunedì lungo la Ss 494, all'altezza di Kiabi, sul posto l'azienda regionale emergenza urgenza ha inviato un'ambulanza e un'automedica in codice rosso. Le condizioni di Marco Alberti erano disperate ed effettivamente è deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale, troppo gravi i traumi riportati.

A ricostruire la dinamica sono stati i carabinieri della Compagnia di Corsico. Alberti era a piedi quando è stato travolto da una Ford Fiesta guidata da milanese di 30 anni, residente a Novate. Il conducente, che si è fermato subito a prestare soccorso, è stato sottoposto all'alcol test ma è risultato negativo. Resta da capire l'esatta sequenza dell'incidente mortale.

Chi era Marco Alberti, condannato per omicidio

Marco Alberti (detto Mirko) - la vittima - era stato condannato per l'omicidio di Antonio Panozzo, un 48enne della provincia di Trento che venne ritrovato cadavere il 16 aprile 1998 sotto un cavalcavia nel Veronese. Panozzo, pregiudicato per droga, era stato ucciso con tre con tre colpi di pistola e il suo cadavere era stato bruciato.

Per quell'omicidio, Marco Alberti venne condannato all'ergastolo in Cassazione, insieme al fratello Franco. Una condanna interrotta perché il destino ha bussato alle sue porte la notte del 16 dicembre, e per il 60enne non c'è stato scampo.

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