Filobus passa con il rosso e si schianta, l'autista Atm "Vuole chiedere scusa ai feriti"

Il conducente del mezzo è stato interrogato dal pm nella mattinata di lunedì 30 dicembre

L'incidente

Il filobus è passato con il rosso. Su questo non c'è nessun dubbio, ma non è ancora chiaro perché il mezzo Atm abbia attraversato l'incrocio tra viale Bezzi e via Marostica nonostante il divieto. E su questo sono al lavoro gli inquirenti.

L'autista Atm alla guida del mezzo che ha innescato l'incidente, indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni plurime, è stato interrogato dal pm Rosaria Stagnaro nella mattinata di lunedì 30 dicembre. Secondo quanto ricostruito dal suo legale l'uomo sarebbe stato colto da un malore: "Dopo 38 secondi che era partito ha avuto un mancamento per un malessere, gli si è offuscata la vista, un annebbiamento causato da qualcosa che non sa spiegare. Lui ha reagito d'istinto, ma poi si è accasciato a terra dopo l'incidente", ha raccontato ai giornalisti l'avvocato Salvatore Leotta.

Il dipendente Atm ha risposto, per circa un'ora e mezza, "a tutte le domande" del magistrato, ha precisato l'avvocato che ha anche spiegato come il giovane autista "qualche giorno prima" dell'incidente "aveva avuto lo stesso malore mentre aspettava un turno di scorta, non sa se dovuto a un problema pressorio o di cervicale", passato senza ricorrere al medico. 

Durante l'interrogatorio gli è stata mostrata "la planimetria dell'incidente e gli è stata fatta riascoltare la telefonata fatta da lui alla centrale operativa", un momento che ha avuto non poche conseguenze emotive. "Ha avuto un mancamento e si è messo a piangere quando ha sentito la sua voce al telefono. Potevamo benissimo aspettare la chiusura delle indagini e capire cosa c'era ma ha preferito rispondere fin da subito", ha sottolineato il legale.

Il difensore ha sottolinato che all'autista non gli è stato contestato l'uso del telefono alla guida, la procura lo accusa al momento di condotta imprudente con passaggio al semaforo rosso senza decelerazione, così come non risulta essersi messo alla guida sotto l'effetto di particolari sostanze.  "Io so - sottolinea l'avvocato Leotta - che lui non fuma, non fa uso di psicofarmaci e di nulla, aveva cominciato a lavorare da 6-8 mesi e spera ancora di crearsi un futuro. E una disgrazia che purtroppo è successa. Al momento non è stato sospeso da Atm, ma si trova in malattia ha avuto un trauma fisico, zoppica". Il giovane autista, accompagnato dal padre, si è allontanato dal tribunale senza rilasciare dichiarazioni. Secondo quanto riferito dal suo avvocato l'autista Atm è pentito: "Mi dice, in tutti i modi, che vuole avere un contatto per chiedere scusa per quello che è successo, si mostra veramente dispiaciuto, rattristato, però, non sa cosa fare e come fare. Vuole chiedere scusa alla famiglia della vittima e ai feriti".

L'incidente

L'incidente era avvenuto in viale Bezzi all'angolo con via Marostica alle 8.10 di sabato 7 dicembre. Secondo quanto finora ricostruito il mezzo Atm della linea 91 stava procedendo in direzione di via Sardegna mentre il camion Amsa stava attraversando da via Marostica verso via dei Gracchi. È stato il filobus a attraversare l'incrocio con il semaforo rosso.

Nel sinistro erano rimaste ferite 17 persone mentre una donna, Shirley Calangi, era morta dopo un giorno di agonia.

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