Ragazza morta in un incidente: «Non aveva la cintura», condanna ridotta a chi guidava

Le motivazioni della sentenza: ecco come è stato applicato lo "sconto" di pena al guidatore della vettura che si è schiantata tra Ballabio e Lecco

La giovane deceduta

La tragica morte della 24enne Giada Mornelli di Pozzuolo Martesana in un incidente stradale sulla strada da Ballabio a Lecco, il 13 maggio 2018, fu dovuta a un "concorso di colpa" ed è questa la ragione per cui il gup di Lecco Salvatore Catalano, il 23 luglio, ha condannato il guidatore della vettura, il monzese di 25 anni Jonathan Gioè, a un anno. nove mesi e dieci giorni di reclusione, contro la richiesta della procura di una condanna a due anni e sei mesi. Il ragazzo rispondeva di omicidio stradale aggravato dall'alterazione alcolica.

Lo si apprende dalle motivazioni della sentenza, depositate a inizio settembre. Il concorso di colpa sta nel fatto che, secondo gli accertamenti successivi allo schianto, Giada non avrebbe indossato la cintura di sicurezza. Quella notte i due erano a bordo dell'Opel Adam di proprietà della famiglia di Giada. L'auto andò a schiantarsi contro una parete di cemento. Successivamente venne effettuato il test alcolemico a Jonathan, che risultò di 2,11 grammi per litro, circa quattro volte rispetto al limite consentito dal codice della strada.

I rilievi dell'incidente certificarono anche l'assenza di segni di frenata sull'asfalto. Mentre Jonathan e la terza persona a bordo, Martina Miresse, riportarono lievi ferite medicate al pronto soccorso di Erba, la corsa contro il tempo all'ospedale di Lecco non bastò a Giada a salvarle la vita. 

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Il calcolo della pena

Il giudice per l'iudienza preliminare (gup) ha calcolato la pena partendo da una base di otto anni di reclusione, riducendola di un terzo per la richiesta (accordata) di rito abbreviato. Poi l'ulteriore riduzione applicando le attenuanti generiche (proposte anche dalla procura) perché Jonathan è incensurato e infine l'ultimo sconto di pena applicando il concorso di colpa. 

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