Shirley, la baby sitter morta nello schianto tra un pullman Atm e un camion Amsa a Milano

Chi era la vittima del tragico schianto di sabato mattina in viale Bezzi a Milano

Shirley, foto da Facebook

Era il suo giorno libero, era su quel bus per andare a trovare un amica. E su quel bus ha trovato la morte. È Shirley Calangi la vittima del tragico incidente avvenuto sabato mattina in viale Bezzi a Milano, dove si sono schiantati un filobus Atm - passato con il rosso all'incrocio - e un camion dell'Amsa. 

Shirl, come la chiamavano le amiche, era stata sbalzata fuori dal pullman ed era stata ricoverata in coma al Policlinico, dove poi è deceduta nella giornata di domenica. 

Video | Il tragico schianto tra bus e camion

Originaria di Manila, Shirley era arrivata in Italia nel 2007 da Mabini, mentre Angie - sua figlia 26enne - era rimasta in Patria. Nel Bel paese, la 49enne aveva trascorso un periodo a Messina da alcuni parenti prima di trasferirsi sotto la Madonnina, dove aveva lavorato anche come operaia. Quindi l'occupazione da baby sitter e da tata in una famiglia che ormai era diventata anche un po' la sua. 

Tra i tanti che domenica le hanno fatto visita in ospedale c'è stato anche il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Shirley mi è stata dipinta da quanti a lei vicini come una donna straordinaria, grande lavoratrice e estremamente affidabile - le parole del primo cittadino -. Mi ha colpito in particolare il racconto della famiglia italiana presso la quale lavorava e dell’affetto che tale racconto esprimeva. Una storia come tante, una donna immigrata che svolgeva con dedizione uno di quei lavori che sembrano ormai destinati solo a queste persone che vengono da lontano".

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"Sono profondamente addolorato e sono conscio di dover fare sempre tutto il possibile per garantire ai miei concittadini quelle condizioni di vita dignitosa e sicura che meritano - ha commentato il primo cittadino -. E di sentirmi pienamente responsabile quando ciò non avviene. A nome di Milano esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e a tutta la comunità filippina".

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