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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

A Milano 37 morti in meno in un anno: il rischio rimane alto per gli utenti deboli

Presentato il rapporto sugli incidenti stradali degli ultimi anni nella Provincia di Milano: calano i morti ma ciclisti, pedoni e motociclisti restano i più colpiti. Oltre a i dati, spazio anche alle proposte

Gli incidenti stradali in provincia negli ultimi 10 anni sono diminuiti del 46%: questo è il primo dato positivo che è emerso dal rapporto "Strade, incidenti, proposte: la Grande Milano" elaborato da Oud, Osservatorio utenze deboli, presentato stamani a Palazzo Isimbardi e che l'assessore Giovanni De Nicola ha voluto sottolineare.

"Questo risultato molto positivo dimostra che siamo perfettamente in linea con quelli che sono i dettami dell'Unione Europea - ha dichiarato De Giovanni - Gli incidenti però sono ancora troppi" soprattutto per quanto riguarda gli "utenti deboli" su cui si è focalizzato il rapporto presentato. Pedoni, ciclisti e motociclisti si confermano, infatti, le principali vittime della strada con il 70% delle morti avvenute sulle strade provinciali nel 2009 (177 i casi). A Milano i più colpiti sembrano essere i pedoni (20 decessi nel 2009), e i motociclisti in provincia (46 morti). Tratti rettilinei e incroci con semafori e vigili i punti più pericolosi sia nel capoluogo che fuori.

I miglioramenti più consistenti, e che fanno ben sperare, si sono verificati soprattutto nell'ultimo biennio, infatti, nel 2009, gli incidenti stradali sono diminuiti rispetto al 2008 del 6,7% a Milano e del 7,8% in Provincia. Segnali positivi arrivano soprattutto dal calo del numero complessivo dei morti (37 in meno a Milano e 35 in provincia, corrispondente al -23% e al -11,8% del totale)."Siamo in una situazione di discreto miglioramento - ha commentato il presidente della Provincia, Guido Podestà- Ci sono alcuni dati non facilmente comprensibili e che andrebbero approfonditi, come ad esempio la percentuale maggiore di incidenti in presenza di incroci presidiati e rotatorie, per questo continueremo a collaborare con l'Osservatorio insistendo molto sull'educazione stradale".

La Provincia, per voce di De Nicola, si è detta molto attenta a questa problematica, "Siamo stati i primi a mettere in atto provvedimenti veloci per il ripristino delle strade subito dopo gli incidenti - ha spiegato l'assessore - Molte le infrastrutture per garantire la sicurezza: rotatorie numerose e senza quell'obbrobrio di pubblicità al loro interno che le trasforma in un grande pericolo per tutti".

Anche la giustizia può fare molto: "Sul piano civile può limitare le liti o la resistenza alle liti temerarie che sono spesso il modo con cui molte assicurazioni cercano di evitare di pagare i danni alle vittime - ha spiegato Fabio Roia, magistrato e consigliere del Csm - Sul piano penale andrebbe creata una specializzazione nella magistratura e soprattutto nell'attività della Polizia qualora vengano presi rilievi planimetrici in situazioni in cui intervengano corpi non specializzati. E' opportuno infine pensare ad un grande riforma, la modifica dell'articolo 111 della Costituzione, introducendo anche la tutela della vittima come parte fondamentale del processo costituzionale".

"Le nostre città sono tra le più insicure di tutta Europa - ha affermato Edoardo Galatola della Fiab - Siamo ben oltre la media europea degli incidenti stradali mortali in città: bisogna intervenire. Le nostre proposte riguardano innanzitutto i ciclisti che dovrebbero aumentare: è provato infatti che dove ci sono più soggetti deboli meno essi vengono coinvolti in incidenti stradali, inoltre andrebbe regolata la velocità: nelle zone 30 la mortalità è quasi nulla, i limiti di velocità andrebbero estesi in più zone ma innanzitutto andrebbero rispettati"

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