Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

"Campagna diffamatoria contro la Coop": la procura di Milano accusa Caprotti

Secondo quanto riferito, l'avviso e' stato notificato "nel giorno in cui il Tribunale ha condannato a tre anni per calunnia ai danni di un manager di Coop Lombardia due investigatori privati, ex fornitori di Coop tramite la loro societa' di sicurezza"

Il patron di Esselunga Caprotti

"La Procura di Milano ha notificato al patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, un avviso di fine indagini nel quale lo ravvisa 'finanziatore d'una campagna diffamatoria' contro Coop Lombardia tramite una 'ricettazione' cioe' tramite l'acquisto di un cd-rom di telefonate illecitamente registrate sulla linea del direttore della coop di Vigevano (Pavia) al fine di consentire al direttore e cronista di Libero, Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi 'di sfruttarle per realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga'".

Lo riporta, oggi, il Corriere. Secondo quanto riferito, l'avviso e' stato notificato "nel giorno in cui il Tribunale ha condannato a tre anni per calunnia ai danni di un manager di Coop Lombardia due investigatori privati, ex fornitori di Coop tramite la loro societa' di sicurezza".

I due, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbero approfittato del loro ruolo per intercettare illecitamente conversazioni poi finite ai giornalisti. 

Questa vicenda parte già nel 2008, quando l'ex capo della security Coop si affida alla società d'investigazione e sicurezza Sis, per fare partire un progetto pilota di intercettazioni abusive sui propri dipendenti. Vuole accertare se all'interno ci siano "infedeli", o chi magari critica la politica aziendale, così integra Repubblica. Quando le telefonate captate vengono portate ai vertici di Coop Lombardia, però, la Sis non viene pagata e il responsabile della sicurezza allontanato. Passano pochi mesi e il contenuto delle telefonate finisce sulle colonne di Libero. Secondo quanto riscontrato dalle indagini della Procura, oggi si scopre che i due titolari della Sis si sarebbero rivolti a Libero per fare scoprire quello che avevano fatto. Nel luglio precedente, Sis era stata fatta fuori da Coop, e il direttore di Libero, "Belpietro chiedeva a Caprotti di far lavorare in Esselunga la società, rappresentando come i due responsabili della sicurezza avevano raccolto materiale relativo ad intercettazioni illecite condotte in quella realtà aziendale". L'agosto successivo, Esselunga stipula "due contratti di appalto per servizi di vigilanza con Sis". 

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