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Omicidio di Nicoletta Figini: trovata in casa sostanza sospetta

Durante le perquisizioni nell'appartamento a soqquadro salta fuori una boccetta: verrà analizzata. In passato la donna avrebbe fatto uso di metadone

Nel corso dei sopralluoghi della polizia all'interno dell'appartamento di Nicoletta Figini, la vedova di 55 anni trovata morta, sono state trovate delle boccette di una sostanza sospetta. L'ipotesi è che contengano stupefacente, forse del metadone, di cui la donna in passato avrebbe fatto uso. Questo dettaglio sulla vita della Figini è emerso in relazione all'episodio risalente a 2 anni fa, quando fu denunciata perché trovata alla guida di un'auto in compagnia di uno spacciatore di cocaina ed eroina. In quell'occasione l'appartamento della donna fu perquisito e spuntarono delle boccette di metadone.

Per quanto riguarda le indagini, gli investigatori stanno ultimando l'esatta ricostruzione di quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì. La vittima è stata vista tornare a casa attorno alle 22.30 da sola, anche se pare avesse una vita relazionale abbastanza intensa. Ulteriori dettagli su questo aspetto non sarebbero arrivati dal suo socio, che ha però fatto sapere che la Figini era intenzionata a risolvere il loro rapporto lavorativo per cercare un'altra attività in una zona universitaria.

Al momento l'ipotesi più accreditata rimane quella della rapina finita male, sebbene risulti inspiegabile il motivo per cui chi è entrato in casa non ha portato via tre cellulari di nuova generazione, né l'argenteria. Anche la cassaforte nascosta nell'armadio non è stata toccata; ora la polizia la forzerà per capire se dentro c'è qualcosa che possa giustificare una tale comportamento: salire sul tetto del palazzo, piegare una rete, calarsi con una corda da arrampicata nel terrazzino della vittima, tagliare la tapparella e forzare la finestra per entrare.

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