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Mancano 13 pagine della sentenza: la Cassazione annulla la condanna per l'infermiera killer

Dovrà essere nuovamente celebrato il processo d'appello

E' stata annullata per un grave (ma evitabilissimo) errore formale la sentenza di condanna a trent'anni di reeclusione pere l'infermiera Laura Taroni, accusata di avere ucciso il marito e la madre, tra il 2013 e il 2014, attraverso un "cocktail" di farmaci in dosi eccessive. La donna all'epoca lavorava nell'ospedale di Saronno e aveva una relazione sentimentale con il medico anestesista Leonardo Cazzaniga che, secondo le indagini, le avrebbe fornito le indicazioni su quali farmaci, e in quale quantità, somministrare. Il medico è stato condannato all'ergastolo.

L'errore formale sta nel fatto che, nelle motivazioni della sentenza d'appello di luglio 2019, mancavano tredici pagine. Pertanto la Cassazione ha annullato la sentenza e disposto che si svolga un altro procedimento d'appello, presso una diversa sezione di Milano. L'avvocato della donna ha comunque precisato che l'annullamento non è dipeso soltanto dall'incompletezza della sentenza ma anche dal fatto che, sempre nelle motivazioni, mancava la disanima delle prove sulla responsabilità degli omicidi.

La Taroni resterà comunque in carcere, in attesa del nuovo appello, a meno che non scadano nel frattempo i termini della custodia cautelare. I giudici della corte d'appello di Milano, quando si erano accorti della mancanza di tredici pagine nelle motivazioni depositate in cancelleria, avevano fissatoo una udienza per riparare ad un "errore materiale", ma nel frattempo sarebbero scaduti per l'imputata i termini per il ricorso in Cassazione.

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