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Infrastrutture Lombarde, "la regione sapeva tutto"

L'ordinanza del gip: la regione era cosciente di come venivano fatte le assegnazioni di incarichi

Emergono novità sull'inchiesta su Infrastrutture Lombarde, che ha portato agli arresti Antonio Rognoni (direttore generale dimissionario) e altre persone. Mentre Roberto Maroni, presidente regionale, ha accolto l'invito delle opposizioni a riferire in aula già martedì 25 marzo, il gip scrive nell'ordinanza che, dalle email sequestrate e scambiate nel 2008 tra Rognoni e l'avvocato (ai domiciliari) Carmen Leo, si denota "la piena consapevolezza di tutte le parti in causa di agire in un ambito di diffusa illegalità, compresi i vertici della regione Lombardia".

In altre parole, al Pirellone sapevano. Il riferimento è in particolare a una email (dicembre 2008) in cui l'avvocato Carmen Leo riferisce a Rognoni di una riunione tenutasi in regione, sul tema delle consulenze legali per Infrastrutture Lombarde. Alla riunione avevano partecipato due avvocati dell'ufficio legale della regione, un dirigente del settore acquisti e uno dell'unità normativa e amministrativa.

Accorgimenti formali ineccepibili, come avvisi pubblici per - ad esempio - le consulenze legali, per continuare in realtà "a gestire tranquillamente gli affidamenti a favore dei medesimi professionisti". Questo il parere del gip.

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