Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Inseguimento a Milano, speronano l’auto dei carabinieri e scappano

È successo nella serata di sabato 16 giugno. Arrestati due ragazzi di 18 e 19 anni incensurati

Prima l’inseguimento, poi la manovra azzardata e lo speronamento. Infine lo stop (a causa del traffico), la zuffa e le manette. Due ragazzi di 18 e 19 anni, entrambi incensurati, sono stati arrestati sabato sera dai carabinieri dopo aver speronato una gazzella del nucleo radiomobile che li stava inseguendo. Entrambi sono accusati di resistenza, violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Tutto è iniziato in via San Giusto, dove i militari hanno intimato l’alt a un’auto di grossa cilindrata con a bordo quattro ragazzi che viaggiava a velocità sostenuta. La macchina ha accennato uno stop, salvo poi ripartire improvvisamente. È nato un breve inseguimento, durante il quale i fuggitivi hanno speronato lateralmente l'autoradio e altri veicoli in sosta, uno dei quali ha colpito di striscio una gamba di un agente della polizia locale, facendolo cadere al suolo senza gravi lesioni.

La fuga è terminata in via Novara, dove l’auto si è imbottigliata nel traffico. Il giovane alla guida non si è arreso: per cercare di scappare ha innestato la retromarcia e colpito più volte l’auto dei carabinieri. Non solo, resisi conto di essere alle stretta hanno ingaggiato una colluttazione con i carabinieri, ma sono stati immobilizzati e arrestati anche grazi l’intervento di altri equipaggi.

Il 18enne che era alla guida dell’auto è risultato senza patente, mentre un altro passeggero dell’auto, minorenne, estraneo ai fatti, è stato trovato in possesso di una modica quantità di hashish e segnalato alla Prefettura. 

I militari hanno riportato lesioni, refertate presso l’ospedale Fatebenefratelli e giudicate guaribili in cinque e dieci giorni mentre i due arrestati sono stati fatti visitare presso il medesimo nosocomio e refertati entrambi con due giorni di prognosi per lievi escoriazioni riportate durante la colluttazione e successivamente trattenuti presso le camere di sicurezza in attesa di giudizio direttissimo.
 

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