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L'inseguimento

L'inseguimento

Inseguimento mortale in tangenziale: alla guida un irregolare senza patente

La vettura scappava a oltre 200 km\h

L'Audi A4 che ha investito e ucciso l'architetto Paolo Armenise in Tangenziale Est durante un inseguimento lo scorso 12 giugno era già sotto controllo da parte dei carabinieri della compagnia di Rho (VIDEO DELL'INSEGUIMENTO). Sulla vettura era stato infatti installato un gps anche prima del tragico incidente: l'auto, intestata ad un testaferro, era notoriamente utilizzata da molti pusher nordafricani sui quali stava indagando da tempo l'Arma per un giro di droga a Lainate. E sono proprio tre di loro i responsabili del fatto, secondo quanto riscontrato dalle indagini dei militari.

A finire in manette sono tre marocchini già noti e irregolari: Abdelrahim O., (alias "il cavallino") di 25 anni, Abdesamad S. di 22 (alias "il cinese") e Albdelaziz E. di 24 (alias "Aziz"). Ai tre, i militari sono arrivati dopo una veloce investigazione che ha visto la collaborazione, oltre che della Compagnia di Rho anche degli uomini della Compagnia di San Donato (protagonisti inseguimento in tangenziale) e del Ris di Parma.

Sono tutti accusati di traffico di stupefacenti. Mentre "il cavallino" è accusato di omicidio con dolo eventuale e di resistenza perché, secondo quanto accertato dagli investigatori, era lui alla guida dell'auto il giorno dell'incidente anche se sprovvisto di patente. Alla sua posizione in auto si arriva per esclusione. L'analisi di alcune tracce di sangue ritrovate nell'auto abbandonata in tangenziale il giorno dello schianto, aiutano a collocare con precisione la posizioni degli altri occupanti dell'Audi: il cinese era il passeggero anteriore mentre Aziz era nella parte posteriore. 

Oltre alle tracce di Dna nel sangue, visto e considerato che la vettura veniva usata da una ventina di persone con continuità, i militari si sono serviti di intercettazioni telefoniche e indagini classiche per arrivare a i tre. Dopo l'incidente mortale si erano serviti di una rete di amici per procurarsi le medicine necessarie per le proprie cure e, stavano programmando di scappare in Marocco.

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