Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Stadera / Via Brioschi Francesco, 65

Strage via Brioschi, parla Pellicanò: “Avevo preso farmaci, forse ho staccato il tubo”

L'uomo, fermato con l'accusa di strage, ha risposto alle domande del Gip spiegando di aver preso farmaci la sera prima. È "possibile" che abbia staccato il tubo, ma non ricorda

La casa in cui Pellicanò viveva con la famiglia

Ha raccontato la sua verità. “Confusa”, perché dice di ricordare poco o nulla. Ma ha parlato. Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario di cinquantuno anni in carcere perché ritenuto responsabile dell’esplosione del 12 giugno scorso nel condominio al civico 65 di via Brioschi, ha risposto alle domande del Gip che dovrà decidere se convalidare o meno il suo arresto. 

L’uomo, che è in cella da venerdì pomeriggio con l’accusa di strage, non ha ricordi “nitidi” di quello che è accaduto la sera prima dello scoppio, quando - secondo l’accusa - avrebbe manomesso l’impianto del gas di casa sua con l’obiettivo preciso di uccidere la sua ex moglie, Micaela Masella, e probabilmente le sue due figlie, di sette e undici annirimaste ustionate e ferite nell'esplosione. 

Quel sabato sera, così ha raccontato agli inquirenti, Pellicanò - che era in cura per depressione e che già nei giorni prima aveva “minacciato” il nuovo compagno dell’ex moglie - aveva preso “farmaci” e non sa dire con certezza se abbia staccato o meno il tubo del gas, ma - ha ammesso - “è possibile”. 

È certo, però, di non “aver mai avuto intenzione di uccidere né Micaela, né le mie bambine”. Nell’esplosione, invece, Micaela è morta, così come sono morti Riccardo e Chiara, i due fidanzati ventisettenni che vivevano nella casa accanto a quella dei Pellicanò. Proprio quella casa che la donna avrebbe presto lasciato per andare a vivere con il nuovo fidanzato: una decisione, questa, che l’indagato non aveva mai accettato e che potrebbe aver fatto crescere in maniera tragica la sua sete di vendetta. 


 

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