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Cronaca

Otto interventi all'ora da 72 ore: il disastro di Milano nei numeri dei vigili del fuoco

Dalle 14 del 24 luglio - momento in cui Milano è stata colpita dal primo nubifragio - a oggi, i vigili del fuoco hanno portato a termine 609 interventi. E altri 155 sono da completare

Più di quattro interventi ogni mezz'ora. Quasi nove in un'ora. Seicentonove in poco meno di 72 ore. Le 72 ore che hanno messo in ginocchio la città. È, anche, negli incredibili numeri del lavoro dei vigili del fuoco la portata del disastro che ha colpito Milano, travolta tra il pomeriggio del 24 luglio e l'alba del 25 da due violentissimi nubifragi che hanno lasciato dietro di loro una lunghissima scia di devastazione e disagi. 

Dalle 14 circa di lunedì - quando la città ha iniziato a fare i conti seriamente con il maltempo - a oggi, i caschi rossi meneghini hanno portato a termine 609 interventi, di cui il 70% in città e il 30% nei comuni dell'hinterland. Tra questi 387 per alberi pericolanti, 171 per dissesti e verifiche sugli edifici e 51 per i danni causati dall'acqua. In campo sono scesi 35 mezzi - quattro arrivati anche da Sondrio, Cremona, Genova e Lodi - e 140 uomini e donne, che hanno potuto contare su 27 colleghi arrivati da fuori, tutti in strada ancora di più dopo il secondo nubifragio delle 4 di martedì notte. 

“È un dispositivo tipico dei vigili del fuoco, che prevede moduli di supporto da altre città e regioni", ha sottolineato Nicola Micele, il comandante provinciale dei vigili del fuoco che giovedì mattina ha incontrato la stampa nell'unità di crisi di via Messina per fare il punto sull'emergenza. Così, mentre i pompieri continuavano a operare al servizio della città - "impressionante" la mappa proiettata su uno schermo con gli interventi in corso - il numero uno dei caschi rossi milanesi ha spiegato che la maggior parte del lavoro ha riguardato operazioni per "liberare le strade", in collaborazione con protezione civile, esercito e forze dell'ordine. 

Nubifragio a Milano, i danni del maltempo- Foto Lapresse 2

Il "primo obiettivo è pulire le vie dagli alberi caduti e ripristinare le linee tranviarie, insieme ai tecnici di Atm", ha proseguito Micele, ribadendo che quello è necessariamento il primo step verso il ritorno alla normalità. Non solo rami e tronchi, però. "Questa notte siamo intervenuti in via Torino per il parafulmine di una chiesa che rischiava di cadere e bloccava l'accesso a due condomini. Lo abbiamo imbragato e portato a terra con una gru di 50 metri. Ieri abbiamo messo in sicurezza il tetto del Castello sforzesco", ha raccontato. 

E tanto ancora c'è da fare. Alle 10 di giovedì - ultimo dato disponibile - sono 155 gli interventi ancora in coda. Vengono "raccolti", messi in ordine di priorità e gravita e poi i pompieri partono. "Contiamo nei prossimi giorni di concludere questa prima, primissima attività dei messa in sicurezza, anche grazie all'arrivo di nuovo personale", ha concluso Micele, che sedeva accanto a Carlo Dall'Oppio, capo nazionale del corpo, e al capo dipartimento dei vigili del fuoco, il Prefetto Laura Lega, arrivati a Milano per la commemorazione della strage di via Palestro, ma anche - ha evidenziato il comandante provinciale - per "far sentire la propria vicinanza alla città". 

Nubifragio a Milano, i danni del maltempo- Foto Lapresse 1

"C'è un impegno massimo, 609 interventi vuol dire essere presenti su qualsiasi richiesta del cittadino - le parole della Lega -. Il valore aggiunto dei vigili del fuoco è questa organizzazione che consente di intervenire in maniera 'sartoriale' a seconda delle emergenze. Ovunque ci sia bisogno, partono colonne mobili, squadre. È un sistema che risponde immediatamente su scala nazionale", proprio come successo sotto la Madonnina con l'arrivo dei rinforzi. 

Guardando al futuro - dagli incendi ai fenomeni atmosferici estremi - il capo dipartimento ha voluto rimarcare che è "necessario un innalzamento dei livelli di attenzione e di prevenzione. Questi sono i pilastri. Sulla prevenzione vanno accesi i riflettori, sono necessarie azioni di maggior controllo, ma anche una maggiora responsabilizzazione di tutti, cittadini compresi, che devono essere consapevoli dei rischi", ha detto. Dal canto loro i caschi rossi sanno che "dobbiamo garantire a tutti il soccorso nel modo più tempestivo ed efficace possibile". E, ha concluso, "abbiamo dimostrato che ne siamo in grado". 

Nubifragio a Milano, città in ginocchio

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