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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Arcigay: “La tensione che si sente in tutta Italia, comincia ad arrivare qui”

Tre omosessuali sono stati aggrediti la settimana scorsa in città e nel resto d’Italia aumentano gli episodi di omofobia. Abbiamo chiesto a Paolo Ferigo, presidente dell’Arcigay di Milano di raccontarci come vive questo momento la comunità gay milanese

Durante la scorsa settimana, tre omosessuali sono stati vittime di aggressioni. Il Governo ha bocciato per incostituzionalità qualche settimana fa il decreto anti-omofobia e gli episodi di violenza nei confronti degli omosessuali sono in continuo aumento.

Per capire qual è lo stato d’animo della comunità omosessuale e come vivono i gay a Milano, abbiamo intervistato Paolo Ferigo, presidente dell’Arcigay del capoluogo lombardo.

Che tipo di città è Milano nei confronti della comunità omosessuale?


Milano è sempre stata considerata una città accogliente o almeno rispettosa della dignità individuale. Gli ultimi avvenimenti ci fanno pensare che dobbiamo ricrederci: la tensione che si sente in tutta Italia, comincia a sentirsi anche qui.

Siamo qui che ci domandiamo che cosa sta avvenendo, perché anche noi siamo stupiti di quello che succede. Non ci aspettavamo quello che è successo e proprio per questo forse ci fa particolarmente male come cosa.

Roma sembra avere un’incidenza maggiore di episodi di omofobia, secondo voi come mai?


Non saprei dirlo. Probabilmente sono semplicemente modalità diverse di affrontare determinati argomenti. Forse Milano è sempre stata meno legata ad un cultura di violenza fisica.

Forse Milano con la sua filosofia “danèe danèe e lauràa lauràa” ha sempre pensato a cose più concrete e meno politiche.

Che cosa dovrebbe o potrebbe fare il Comune per prevenire aggressioni come quelle degli ultimi giorni?

Il Comune di Milano dovrebbe innanzitutto riconoscere l’esistenza di una comunità omosessuale in città. Fino ad ora non c’è stato modo di interloquire con la pubblica amministrazione.

Più di un anno fa avevo chiesto un incontro al sindaco, non per una precisa ragione, ma soltanto per provare ad imbastire un discorso di collaborazione generale rispetto a diversi temi. Non chiedevamo soldi, ne altre cose particolari, ma sto ancora aspettando una risposta dal sindaco. Neanche si è degnata di una risposta la Moratti.

Purtroppo come è avvenuto con me un anno e mezzo fa, quando sono stato aggredito, neanche per gli episodi di oggi il Comune ha espresso la propria solidarietà alle vittime.

E' stato aggredito? Che cosa le è successo?


Sono stato aggredito un anno e mezzo fa circa da due dipendenti dell’Atm, mentre mi trovavo in una pizzeria. L’azienda del servizio pubblico si è scusata per l’incidente, ma il sindaco no.

L’aggressione era a chiaro sfondo omofobo?


Sì, assolutamente si.

Il Parlamento ha bocciato qualche settimana fa proprio il decreto contro l’omofobia. Qual è la vostra opinione in merito?


La cosa triste è che non ne hanno nemmeno discusso: non hanno bocciato il decreto, si sono proprio rifiutati di parlarne in aula. Il non voler neanche prendere in considerazione la discussione del tema in parlamento è vergognoso.

Secondo noi sarebbe stato più corretto rivedere la legge Mancino: ampliare quindi questo testo sulle discriminazioni di sesso, razza e religione agli orientamenti sessuali.

In un periodo in cui c’è una recrudescenza di violenza verso le persone omosessuali e trans, il parlamento italiano si nasconde dietro ad un dito.

Che cosa chiede la comunità omosessuale?


La comunità chiede la parificazione di diritti e doveri che hanno le coppie eterosessuali anche agli omosessuali.
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