Cronaca

Omicidio in via Brioschi a Milano, uccisa Jessica Faoro: fermato un tramviere Atm

La giovane sarebbe stata uccisa con diverse coltellate nella mattinata di mercoledì

Jessica Faoro

"Un giorno senza sorriso è un giorno perso". È l'ultimo messaggio pubblicato su Facebook da Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni uccisa mercoledì in un appartamento di via Brioschi a Milano. E il principale indiziato, fermato dalla polizia, sembra essere Alessandro Garlaschi, un tramviere di 39 anni, l'uomo che insieme alla moglie l'aveva accolta nella sua abitazione.

Non sono ancora chiari i rapporti tra la vittima e la coppia ed è ancora da ricostruire la dinamica dell'omicidio. Secondo una prima ipotesi investigativa sembra che l'omicidio sia avvenuto quando l'uomo era solo con la ragazza: la giovane avrebbe respinto le sue avances e lui si sarebbe scagliato contro di lei colpendola con una decina fendenti. Successivamente sarebbe andato nel panico e avrebbe anche tentato di bruciare il cadavere, tentato di tagliarsi i polsi e, infine, gettato il coltello nei bidoni della pattumiera. La versione del 39enne, invece, stando alle prime dichiarazioni fatte agli inquirenti, è che c'è stata "una colluttazione mentre lei mi stava per fare un'iniezione per il diabete".

La coppia

Alessandro Garlaschi e la moglie sono stati descritti dai condomini come "persone schive". "Abitavano in un altra scala, si sono trasferiti qui da qualche tempo, forse perché con i vecchi vicini c'erano stati alcuni screzi", ha raccontato un condomino che li conosce. Parole simili sono state usate da alcuni suoi colleghi tramvieri che, interpellati da MilanoToday, hanno riferito che il 39enne era famoso all'interno di Atm per l'alto tasso di incidenti: "Se credeva di avere ragione, non si fermava. Famoso l'incidente con la polizia locale in via Lanza, quando ha buttato il tram contro una pattuglia dei ghisa. Ma ha distrutto Porsche e auto in giro. Si rifiutava di guidare il tram se non era tutto perfetto, come voleva lui".

Video: agenti e magistrati sulla scena del crimine

L'azienda — sempre secondo quanto riferito dai colleghi — lo avrebbe anche obbligato a lasciare il suo posto da conducente. Non solo: avrebbe avuto anche una storia d'amore travagliata con una sua collega che, dopo la fine del rapporto e stanca dei suoi atteggiamenti, si sarebbe rivolta alle forze dell'ordine.

La vittima

Jessica, invece, sembra che avesse una storia difficile alle spalle. Un suo ex compagno di scuola ha spiegato che era una giovane solare ma con una storia familiare difficile, inoltre avrebbe vissuto per un periodo in una casa famiglia della zona. La sua pagina Facebook è piena di appelli per ritrovare cani e gatti scomparsi, oltre a foto del suo amato cane e immagini di lei con il suo ragazzo, l’ultima pubblicata poche ore prima dell’omicidio con la didascalia "El Niño amore mio".

La strage di via Brioschi

Via Brioschi è un indirizzo che porta alla mente un'altra tragedia, quella del 12 giugno 2016. In quell'episodio Giuseppe Pellicanò fece esplodere il terzo piano di una palazzina causando la morte della moglie e di due vicini di casa e ferendo gravemente le due figlie di 7 e 11 anni. Per aver provocato l'esplosione l'uomo è stato condannato all'ergastolo lo scorso giugno.

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