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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Detenzione "ingiusta": Jonella Ligresti chiede più di mezzo milione di euro

La donna, figlia del costruttore Salvatore, era stata arrestata nell'ambito dell'inchiesta Fondiara-Sai ma la sua posizione è stata archiviata

La figlia di Salvatore Ligresti presenta il conto. Jonella Ligresti ha infatti chiesto più di mezzo milione di euro di indennizzo per ingiusta detenzione per aver trascorso, tra il luglio 2013 e il luglio 2014, quattro mesi in carcere e otto ai domiciliari per l'inchiesta su Fondiaria-Sai condotta dalla procura di Torino e che si è conclusa, dopo una condanna in primo grado e il suo annullamento, con un decreto di archiviazione datato maggio 2021. 

L'istanza è stata ribadita mercoledì in aula alla quinta Corte d'Appello di Milano dall'avvocato Lucio Lucia, legale dalla figlia del costruttore siciliano scomparso nel 2018. Nell'istanza si chiedono oltre 516 mila euro, "la somma massima" a causa delle "gravissime conseguenze personali, familiari e personali" dovute alla "privazione della libertà" per 366 giorni complessivi, e al "clamore mediatico della vicenda". 

Stando a quanto ricostruito nell'istanza di riparazione per ingiusta detenzione, Jonella Ligresti - che era presente in aula - era stata indagata per false comunicazioni sociali e aggiotaggio informativo dalla procura di Torino. Vicenda per cui il 17 luglio di undici anni fa finì in carcere, misura sostituita con gli arresti domiciliari il 20 novembre successivo. Il Tribunale torinese il 18 luglio 2014 la rimise in liberà con l'obbligo di presentazione alla pg. In primo grado venne condannata a 5 anni e 8 mesi, sentenza annullata dalla Corte d'Appello che trasmise il procedimento a Milano per competenza territoriale. La procura milanese, sulla base degli elementi raccolti in una indagine parallela, ritenne insussistenti le accuse e chiese l'archiviazione poi disposta. 

Il suo arresto - ha sottolineato l'avvocato - ha determinato "un effettivo sconvolgimento delle abitudini di vita della famiglia e dei figli" a cui si aggiunge "il continuo battage mediatico durato a lungo" con il conseguente danno di immagine. Anche la sorella Giulia aveva chiesto e ottenuti un indennizzo per ingiusta detenzione: mille euro al giorno per 16 giorni trascorsi in carcere. 
 

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