L'altra faccia del commissiariamento della Moratti: la cascina Campazzo è salva

Doveva avvenire oggi ma due giorni fa è stato bloccato. Parliamo dello sfratto della cascina Campazzo. Acquistata da Ligresti anni fa con l'intento di creare nuove abitazioni e dare vita ad un cuore verde a pochi chilometri dal centro, la struttura è stata salvata grazie al commissariamento della Moratti e al nuovo Pgt

Era fissata per questa mattina la notifica dell’ufficiale giudiziario che avrebbe dovuto sancire la fine della cascina Campazzo, nelle vicinanze di piazza Abbiategrasso, all’inizio del parco Sud.

L’area è una delle poche sfuggite alla cementificazione dettata dallo sviluppo urbano degli ultimi 50 anni, in una città a vocazione metropolitana come è stata, e forse è ancora, Milano. Le controversie della cascina iniziano quando questa viene acquistata dalla società Altair, di proprietà del costruttore Salvatore Ligresti, con l’intento di trasformarla adeguatamente per creare nuove abitazioni, a pochi chilometri dal centro ma inserite totalmente nel parco del Ticinello, istituito formalmente nel 2000 dall’amministrazione comunale e formato da circa 800.000 metri quadri di verde.

Il Comune, pur riconoscendo l’importanza dell’area e, in particolare delle opportunità che una struttura come la cascina Campazzo può offrire, sia come “isola” ecologica a pochi passi dalla città che come strumento educativo per i ragazzi delle scuole, non ha voluto schierarsi apertamente a favore della sua salvaguardia ma ha tentato una mediazione tra la proprietà e l’affittuario che ha portato ad un’incertezza sul suo futuro.

Parte delle zone agricole del parco del Ticinello sono state espropriate dal Comune di Milano ma la cosiddetta “Area d’oro” di proprietà di Ligresti e la stessa cascina Campazzo sono rimaste in mano del costruttore, che aveva un accordo con il comune per la cessione dell’area al demanio in cambio di concessioni edilizie inserite nel piano casa degli anni ’80 ma che, di fatto, ha sempre mantenuto la proprietà giungendo, 8 anni fa, a sollecitare lo sfratto dell’agricoltore Andrea Falappi e delle sue 150 vacche da latte.

Da allora però, lo sfratto non è mai stato reso esecutivo, anche perché in presenza di una struttura con un numero talmente elevato di capi di bestiame, non è possibile non trovare una soluzione per il futuro e una struttura alternativa in cui possano essere trasferiti gli animali.

Nel frattempo si intensificano le manifestazioni per la salvaguardia del parco e della cascina, viene creato un comitato ad hoc e si alternano periodi in cui sembra si arrivi ad una soluzione a favore dell’agricoltore e altri in cui la cascina sembra arrivare alla sua fine. Di fatto la situazione rimane sempre invariata e la cascina al suo posto; ciò che cambia è lo sfondo in cui la vicenda si inserisce.

All’interno del centrodestra milanese, si creano due fazioni opposte, chi è favorevole al rispetto della proprietà privata sopra ogni altro diritto, come il presidente della provincia, Podestà, e chi invece, come il sindaco Moratti, invoca il rispetto delle regole e del buonsenso: i diritti della collettività devono essere preminenti rispetto ai diritti del singolo cittadino.

Nei giorni scorsi Ligresti chiede il commissariamento della Moratti per fare in modo che siano sbloccati alcuni suoi progetti (tra i quali quelli della Campazzo)  rimasti ancora fermi, una vera e propria prova di forza del costruttore che ha accelerato la mediazione e ha portato al ritiro dello sfratto, avvenuto due giorni fa ad opera della società edile.

L’annuncio, dato dall’assessore Masseroli durante il vertice del centrodestra sull’urbanistica ha ricevuto il consenso degli alleati, in particolare della Lega, e sembra sia inserito in un più ampio piano di salvaguardia del verde agricolo milanese. Resta solo da verificare se la situazione sia, a dispetto delle dichiarazioni, solamente temporanea oppure apra seriamente una nuova opportunità per la città, anche nell’ottica dell’ Expo 2015, per il quale sono stati annunciati altri progetti di valorizzazione degli spazi verdi.

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