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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Melquiades, piccoli editori crescono...con grandi ambizioni

Si parla sempre dello spazio che meritano i giovani nel mondo del lavoro. Un gruppo di 5 amici ha deciso di ricavarselo questo spazio: nel 2004 quindi sono nate le Edizioni Melquiades, prima un' associazione culturale e poi una piccola casa editrice con grandi ambizioni

Si dice sempre “Largo ai giovani” perché l’Italia è,  a differenza di certi film recenti, “un paese per vecchi”. E allora dall’idea e dalla passione di quattro ragazzi nascono le Edizioni Melquiades, una piccola casa editrice formato famiglia ma con grandi ambizioni!

Ecco la nostra intervista  con Mario Bramè, uno dei fondatori della casa editrice.

Chi c’è dietro le Edizioni Melquiades e come è nata la vostra avventura?

Edizioni Melquiades è un'associazione culturale nata nel 2004. Vi fanno parte cinque amici che hanno deciso di mettere in pratica la passione per la cultura libraria, dalla narrativa alla saggistica specialistica.

Quando decidemmo di creare una piccola casa editrice non sapevamo davvero nulla di editoria dal punto di vista burocratico, sebbene qualcuno di noi avesse ben chiaro quali fossero i passaggi del processo di creazione del libro.

Poco per volta abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie e poi, con una buona dose di sana incoscienza, ci siamo buttati nell'avventura.

Perchè la voglia di fondare una casa editrice?

Perché siamo appassionati della scrittura, del libro come oggetto e consapevoli che in alcuni campi (per esempio le scienze) ci sono numerosi tesori che non aspettano altro che essere scoperti e pubblicati.

La produzione di un libro, poi è un processo che dà grandi opportunità di sfogare la propria creatività: dalla scelta del lavoro da pubblicare, al lavoro di editing, alla copertina, alla promozione...

Com’è il mondo dell’editoria a Milano? Difficile farsi largo come in molti altri settori o una realtà con prospettive di crescita?

"Farsi largo" è quasi impossibile. Com’è ampiamente risaputo, il problema delle piccole case editrici sta nella mancanza di distribuzione.

I grandi distributori non prendono in considerazione i piccoli editori
perchè non possiedono i numeri per operare in scala di mercato. I piccoli distributori,  d'altro canto, ti possono prendere in considerazione ma loro stessi hanno enormi difficoltà a entrare in libreria.

Ed essere presenti in libreria, può sembrare banale dirlo, è ancora fondamentale per una casa editrice. Gli altri canali di vendita (internet), non sono ancora sufficientemente sviluppati per sopperire alla carenza di distribuzione libraria.

Occorre industriarsi, consorziarsi, darsi una mano a vicenda. Noi, per esempio, siamo riusciti a vincere la resistenza della grande distribuzione avviando una fruttuosa collaborazione con l'editore BookTime.

Che tipo di libri pubblicate solitamente?

Iniziammo nel 2005 con pubblicazioni di narrativa e filosofia della scienza.

Nel corso degli anni, però, abbiamo deciso di abbandonare progressivamente la narrativa perchè è un settore troppo "difficile" da valorizzare quando non si dispone di grandi risorse promozionali. Il libro resta fermo in magazzino o, nella migliore delle ipotesi, si vende per attività di auto-promozione da parte dell'autore. Non è appagante. Il libro non "cresce" in questo modo.

Ora ci siamo specializzati su storia della scienza e filosofia della scienza. E qualche fuori collana.

Qualche tempo fa avete dato alle stampe Il Maestro e il Dottore di Maurizio Bruni, dedicato alla figura di Strehler, fondatore del Piccolo e personaggio di spicco della cultura milanese. Come mai questa scelta?

Qui il caso ha guidato l'inizio dell'operazione.

Il mio medico della mutua è proprio Maurizio Bruni. Quando ha saputo che facevo parte di una casa editrice ha tirato fuori il manoscritto. Ci abbiamo lavorato un paio di mesi per pubblicare un lavoro che fornisse una bella immagine dello Strehler privato, un piccolo ritratto affettuoso e profondo.

Avete avuto il supporto di qualcuno in particolare durante questa vostra avventura?

In particolare no. Abbiamo fatto tutto da soli, un po' per testardaggine, un po' per esigenza.
Ci siamo avvalsi, tuttavia, dei suggerimenti e della collaborazione di alcuni "simpatizzanti" provenienti dal mondo accademico o librario. Collaborazione che continua tutt'ora.

Dove si possono trovare ora i vostri libri?


In libreria, finalmente!
Grazie alla collaborazione con l'editore BookTime, i volumi sono reperibili in qualsiasi libreria; sullo scaffale oppure ordinandoli.

E poi sul nostro sito.
 
Che tipo di prospettive di crescita avete per il vostro progetto nei prossimi mesi/anni?


La nostra intenzione è di far circolare il marchio in modo da diventare una realtà rilevante nel campo delle pubblicazioni scientifiche e filosofiche.

Aumentando il numero delle pubblicazioni, dei curatori, degli autori ci piacerebbe costituire una sorta di "rete di cervelli" che possa fare da effetto volano per la casa editrice, fornendo idee, spunti, suggerimenti per quanto riguarda la programmazione editoriale.

Un sogno nel cassetto è poi riuscire a lanciare un'importante collana di divulgazione scientifica.

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