Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Lambro, primo indagato: è violazione ambientale

Dopo lo sversamento del petrolio nel fiume Lambro ecco il primo indagato: è Giuseppe Tagliabue, amministratore delegato della Lombarda Petroli. Secondo la magistratura sarebbe stata violata la normativa di Seveso che consente di conservare nei depositi di stoccaggio non più di 2mila e 500 tonnellate di materiale inquinante. I dettagli

Giuseppe Tagliabue, amministratore delegato e rappresentante legale della Lombarda Petroli è stato iscritto nel registro degli indagati per lo sversamento del petrolio nel Lambro. L'incidente è avvenuto lo scorso 23 febbraio e la Magistratura ha aperto un'inchiesta. Secondo gli inquirenti, a Villasanta (Monza) sarebbe stata violata la normativa di Seveso che consente di stoccare un massimo di 2mila e 500 tonnellate di materiale inquinante.

Secondo la procura della Repubblica di Monza, Tagliabue, pur avendo abbandonato l'attività da anni, di materiale ne consevava almeno il doppio e non aveva comunicato alle autorità il reale quantitativo di materiale detenuto. Oggi sarà interrogato dai pubblici ministeri Emma Gambardella e Donata Costa e i carabinieri risentiranno anche i dieci dipendenti dell'azienda, di cui cinque in mobilità. Dalle ricostruzioni dell'incidente, martedì scorso dalla Lombarda Petroli sono fuoriuscite circa 5mila tonnellate di idrocarburi, finite prima nei collettori della fogna e poi nel fiume Lambro.

Intanto ieri dal depuratore di Villasanta sono state rimosse 2.615 tonnellate di emulsione composta per il 40% di acqua e il 60% di idrocarburi ed è cominciato lo svuotamento delle vasche per la pulizia.  "Contiamo di ripristinare le condizioni di normalità dell'impianto nel giro di 15 giorni", ha detto il Presidente della Provincia Dario Allevi. Intanto l'azienda incaricata della bonifica del sito di Villasanta ha stoccato sul luogo già 1560 metri cubi di liquido e ha installato una barriera pneumatica sullo scarico fognario, per garantire le condizioni di sicurezza prima di stoccare anche l'ulteriore materiale rimasto. La falda acquifera monzese non sembra essere contaminata dagli idrocarburi. Lo dimostrerebbero le analisi condotte in diversi pozzi.

GLI AGGIORNAMENTI

2 marzo ore 12 - L'Arpa diffonde i dati dello svasamento. Franco Picco, direttore generale di Arpa Lombardia, ha fornito i dati verificati sull'entità dello sversamento e ricostruito tempi e modalità dell'intervento, mostrando come, sin dal momento del primo allarme, tutta la catena degli interventi abbia funzionato senza nessun ritardo e nessuna smagliatura.

Sono state sversate 2600 tonnellate di idrocarburi, 1800 di gasolio (che galleggia) e 800 di olio combustibile (che invece è più pesante e in parte raggiunge il letto del fiume). Circa 2.200 tonnellate sono state recuperate nella tratta compresa tra Monza e Isola Serafini, sul Po. In particolare, circa 1250 tonnellate sono state trattenute dal depuratore di Monza, circa 300 recuperate dai piazzali di Lombarda Petroli e altre 100 recuperate dalle barriere sul Lambro realizzate per l'emergenza. Ulteriori 450 tonnellate sono state recuperate allo sbarramento di Isola Serafini (Po) mentre altre 100 sono state raccolte in assorbimento dalle stesse barriere sul Lambro e dalle altre realizzate nel fiume Po.

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