Cronaca

Lambro, le accuse del Pd: il petrolio si poteva fermare già a Melegnano

Il fiume di petrolio riversato nel Lambro lo scorso 23 febbraio si poteva fermare a Melegnano. Lo sostengono Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali del Partito Democratico che hanno rivolto una comunicazione urgente sul tema a Formigoni. “Qualcuno ha ordinato l'apertura della paratia e il petrolio è sceso a valle”

Lo spargimento del petrolio lungo il Lambro poteva essere limitato. A sostenerlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico, Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, che hanno rivolto una comunicazione urgente sul tema anche a Roberto Formigoni. Secondo i due democratici, infatti,  intorno alle 13 del 23 febbraio scorso, il flusso di petrolio era bloccato “a Melegnano grazie alla chiusura della paratia sul Lambro, in pieno centro cittadino. Ma a un certo punto nel pomeriggio qualcuno ha dato l'ordine di aprire la paratia, facendo così proseguire gli inquinanti”.

E' molto probabile, sostengono Civati e Monguzzi, che se non si fosse abbassata la paratia mobile nel comune a sud di Milano, si sarebbe potuta bloccare in tutto o in gran parte la marea nera che invece ha poi proseguito pressoché indisturbata la sua corsa lungo il Lambro e poi in un ampio tratto del Po.

Intanto procedono le indagini coordinate dalla Procura di Monza. Ieri sono stati sentiti i dipendenti della Lombarda Petroli. Dalle prime indiscrezioni trapelate, sarebbe emersa una mancanza da parte dei custodi notturni. Sembra infatti che il custode notturno della raffineria effettuò un'unica ispezione alle 3.20 di notte e avrebbe omesso di svolgere l'ultimo giro di routine intorno alle 7.30, prima di finire il turno attorno alle 8 in concomitanza con l'arrivo degli operai che scoprirono successivamente lo sversamento.

Questa mattina, sempre presso la Procura di Monza, stanno proseguendo gli interrogatori dei dipendenti da parte del Pm Emma Gambardella, che da un paio di giorni è coadiuvata dalla collega Donata Costa. A quanto si è appreso gli inquirenti stanno cercando di chiarire alcune discrepanze che sarebbero emerse nelle versioni dei dipendenti al lavoro nelle ore in cui le valvole delle cisterne sarebbero rimaste aperte.
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