Cronaca

Lasciò morire la convivente, chiesta condanna a 4 mesi

Lasciò morire la sua convivente e venne assolto. Ma il procuratore generale non ci sta e chiede ora che la sentenza di primo grado venga ribaltata: 4 mesi di reclusione per aver lasciato morire la convivente malata senza assistenza

Il procuratore generale di Milano, Gaetano Santamaria Amato, ha chiesto la condanna a 4 mesi di reclusione per un uomo che lasciò morire la convivente di tumore senza nessuna assistenza.
La donna di origine slava conviveva con l’imputato da 15 anni, in una situazione di pesante degrado e povertà, quando si è ammalata di tumore.

L’uomo, in primo grado, era stato assolto. Secondo la sentenza, infatti, il rapporto di semplicemente convivenza, “non è disciplinato dalla legge e quindi privo di rilevanza penale”. L’accusa aveva chiesto che all’uomo fosse imputato il reato di abbandono di incapace aggravato dalla morte stessa della persona. La Prima Corte d’Assise di Milano dichiarò inoltre che “l’obbligo al sostegno morale e materiale è limitato solo ai coniugi” secondo il Codice Civile.

Il procuratore generale ha chiesto invece, in secondo grado, la condanna dell’uomo a 4 mesi di reclusione perché non “è possibile in un paese democratico ed avanzato che si permetta ad un uomo di fregarsene della malattia di un’altra persona”.
Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lasciò morire la convivente, chiesta condanna a 4 mesi

MilanoToday è in caricamento