rotate-mobile
Mercoledì, 24 Aprile 2024
il fatto

Morta la baby sitter di Lautaro: condannato per licenziamento illegittimo

Il calciatore avrebbe dato il ben servito alla baby sitter che aveva assunto, dopo aver scoperto che era malata

Lautaro Martinez è stato condannato dal tribunale di Milano per aver licenziato la baby sitter della figlia dopo aver scoperto che era affetta da una grave malattia, per la quale dopo poco è morta. Il calciatore dovrà risarcire la famiglia della 27enne per licenziamento illegittimo. Ma pochi minuti dopo l'uscita della notizia, il calciatore ha pubblicato una story su Instagram con la sua versione dei fatti. 

Il nerazzurro aveva assunto la giovane regolarmente perché si prendesse cura della figlia Nina. Ma otto mesi dopo la ragazza è stata ricoverata in ospedale per un malore, rivelatosi poi qualcosa di più grave. La baby sitter è stata in ospedale per diversi giorni. Lautaro Martinez, giustificandosi dicendo che la donna aveva superato il tetto massimo di assenze per malattia, non ci ha pensato due volte a farle recapitare la lettera di licenziamento. Alla notifica, la 27enne ha deciso di rivolgersi a un legale che dapprima ha tentato la strada della pacificazione con il calciatore che però ha rigettato qualsiasi proposta. La storia è finita davanti al giudice del lavoro che oggi ha emesso la sentenza: Lautaro Martinez dovrà pagare le spese legali sostenute dalla baby sitter e una somma a titolo di risarcimento in favore degli eredi.

Alla notizia della condanna Lautaro Martinez ha risposto con una story su Instagram in cui si dice indignato. "Ho deciso di stare in silenzio per molto tempo per rispetto di una famiglia che non ne ha avuto con noi - scrive il calciatore -. Abbiamo assunto una persona già malata, amica da una vita, fino a quando purtroppo non ha potuto più lavorare perché la sua malattia non glielo permetteva". Il nerazzurro ha poi spiegato di aver sostenuto economicamente la 27enne e la sua famiglia perché la raggiungessero durante la malattia. Ma non è tutto. Secondo Martinez non ci sarebbe stata alcuna sentenza di condanna nei suoi confronti, la notizia sarebbe esclusivamente un modo per danneggiare il suo personaggio.

Sulla questione è intervenuto l'avvocato Anthony Macchia, difensore fiduciario del calciatore dell'Inter. "Non corrisponde al vero che il sig. Martinez abbia interrotto il rapporto di lavoro domestico allorquando la lavoratrice risultava 'in punto di morte' come emerge dalla lettura degli articoli che circolano in rete, atteso che il licenziamento. Le è stato comminato sei mesi prima del decesso", inoltre la babysitter aveva chiesto "di essere licenziata per poter fruire delle retribuzioni differite e del Tfr in ragione della determinazione di voler fare ritorno nella terra natia, l'Argentina". 

"Il mio cliente - spiega il legale - seppur umanamente dispiaciuto per la prematura scomparsa della giovane ragazza, la quale ha svolto per un breve periodo (circa 11 mesi) il ruolo di lavoratrice domestica presso l'abitazione familiare, si trova - obtorto collo - costretto a dover prendere, mio tramite, formale posizione rispetto ad una notizia che, giammai, avrebbe voluto pubblicamente commentare, ma che sta assumendo contorni del tutto inveritieri e che stanno ledendo la sua immagine e la sua reputazione".

Secondo l'avvocato Macchia, "non corrisponde al vero che il sig. Martinez non abbia voluto conciliare e porre fine ad un contenzioso in cui - lo si ribadisce - lo stesso è stato convenuto, posto che - ed è verbale - il mio cliente si è reso financo disponibile ad elargire gli importi indicati dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano (peraltro, ben maggiori rispetto a quelli poi indicati nel dispositivo della sentenza dallo stesso magistrato) ad una associazione benefica da scegliersi a discrezione del giudicante e che l'accordo non è stato possibile per il rifiuto degli eredi della signora e dei Suoi procuratori presenti in udienza".

"Ritenendo, dunque, di aver debitamente chiarito i contorni di questa triste vicenda, il mio mandante si riserva, nei confronti dei soggetti che hanno veicolato notizie false e tendenziose per un futile tornaconto, ogni opportuna azione, civile e penale, al fine - conclude l'avvocato - di salvaguardare la propria onorabilità".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morta la baby sitter di Lautaro: condannato per licenziamento illegittimo

MilanoToday è in caricamento