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42 milioni per le case popolari di Milano. In via Bolla tutti fuori (compresi i regolari) per ristrutturare da zero

Lo stanziamento deciso dalla giunta regionale. I quartieri di intervento sono Mazzini (Corvetto), via Bolla, via Gola e Gratosoglio

Le case popolari di via Bolla 26/42, al Gallaratese, saranno completamente "rigenerate". Lo ha annunciato l'assessore alla casa di Regione Lombardia Sefano Bolognini. L'intervento, che inizierà nel 2021, comporterà lo svuotamento degli edifici e il ricollocamento degli inquilini regolari altrove, mentre quelli abusivi saranno allontanati. Il programma non si limita però a via Bolla ma riguarda anche altri tre quartieri Aler: via Gola, Gratosoglio e Mazzini (in zona Gratosoglio). 

L'investimento totale è di 42 milioni di euro, già approvato dalla giunta. Non si tratterà soltanto di ristrutturare i palazzi ma anche di introdurre servizi come gli ambulatori di quartiere, progetti sociali e di inclusione, attivià di interesse per i residenti. «Miglioreremo la qualità della vita di chi ci abita, anche utilizzando recenti innovazioni dal punto di vista ambientale e tecnologico», commenta Bolognini: «Troppo a lungo questi quartieri non sono riusciti ad esprimere la propria vitalità e le proprie potenzialità, che certamente ci sono. Con queste, ed altre, risorse e progetti  vogliamo davvero imprimere una svolta alla qualità della vita di chi abita in questi quartieri».

La storia infinita di via Bolla

Nel mese di maggio del 2019, l'allora governo Lega-5 Stelle aveva stanziato 48,2 milioni di euro per le case popolari della città di Milano per interventi di rigenerazione, con un accordo stipulato insieme allo stesso assessore Bolognini le cui trattative erano state avviate all'epoca del governo Gentiloni. In quel periodo si parlava soprattutto di via Bolla e via Gola. Se per il secondo quartiere si profilava, secondo i rumors di allora, la vendita dei caseggiati a soggetti privati, per via Bolla circolava l'ipotesi di demolizione e ricostruzione.

Via Bolla, MilanoToday e Agorà in "esplorazione"

Un'idea, questa, che aveva messo d'accordo i partiti rappresentati nel Municipio 8 e anche il presidente di Aler Mario Angelo Sala. Ma nel bilancio preventivo del 2018 la Regione aveva lasciato spazio ad un'altra ipotesi, ovvero la vendita a un soggetto privato: «Aler intende procedere alla cessione degli edifici, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, ad un operatore immobiliare specializzato o alla loro concessione per un numero di anni compatibile con il sostegno dei costi necessari alla riqualificazione dell'edificio», si leggeva nel documento.

I dati ufficiali parlano di occupanti abusivi in minoranza, ma la realtà appare diversa anche a un superficiale sopralluogo: di fatto, gli abitanti regolari sono da anni in "ostaggio", tra barbecue e grigliate nel parcheggio, cantine occupate, allacciamenti abusivi che fanno lievitare alle stelle le bollette di chi paga, interi piani occupati, degrado negli spazi comuni, continui blitz delle forze dell'ordine mai risolutivi.

Risale al mese di febbraio 2016 il sopralluogo in via Bolla di ben tre assessori regionali dell'epoca. Quasi cinque anni più tardi, forse, la svolta che gli abitanti e il quartiere aspettavano.

Video (2016): l'incontro tra la denunciante e il denunciato davanti agli assessori

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