Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio Abba, ecco le motivazioni della condanna dei due baristi a 15 anni e 4 mesi

Lo scorso 16 luglio padre e figlio baristi sono stati condannati, con rito abbreviato, a 15 anni e 4 mesi per l’assassinio di Abba. Secondo i giudici il delitto non è a sfondo razzista, ma una reazione al furto subito. Le attenuanti generiche negate però ai due perché “disprezzavano gli stranieri”

Lo scorso 16 luglio, il giudice Nicola Clivio ha condannato, con rito abbreviato a 15 anni e 4 mesi i due baristi che il 14 settembre 2004 uccisero il 19enne Abba. Padre e figlio avevano rincorso per strada il giovane e i suoi amici, rei di aver rubato dei biscotti dal loro negozio.

Secondo il giudice il razzismo non è stata una delle cause scatenanti del delitto, viste le origini ganesi di Abba, ma una reazione al furto e al fatto “che gli snack erano stati candidamente esibiti” una volta sottratti, dal gruppo di giovani.

L’epiteto “sporco negro”, gridato secondo i testimoni dai due imputati all’indirizzo di Abba, “deve essere letto non diversamente da qualsiasi altro insulto” se si considera che lo stato d’animo del padre è quello di chi “sente maggiormente acuta l’afflizione di essere derubato ed irriso…da uno straniero”.

Ai due imputati sono state negate le attenuanti generiche, perché “il riferimento all’origine straniera dei ladri…esplicita un’avversione che costituì certamente motivo ispiratore della vendetta”.
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