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Giro di vite sul gioco d'azzardo in Lombardia

Giro di vite sul gioco d'azzardo in Lombardia

Gioco d'azzardo, c'è la legge regionale: più tasse per chi ha le slot

I locali che terranno le slot pagheranno un'Irap più alta.

In Lombardia c'è ora una legge che limita fortemente le slot machines. Lunedì è stata approvata all'unanimità dal consiglio regionale. La misura principale è un'Irap più elevata (+0,92%) per i bar e i locali che hanno slot machines al loro interno, ma anche uno sconto della stessa misura per chi decide di toglierle. A questo proposito Alessandro Fermi (Pdl), durante il dibattito in consiglio, ha auspicato che si pensi anche a tutti i bar che hanno scelto di non installarle mai. Si tenta quindi la strada degli incentivi e disincentivi fiscali per cercare di limitare un fenomeno che ormai preoccupa per il rischio della ludopatia, la malattia del gioco d'azzardo. Nella nostra regione si spende per i videopoker circa il 30% in più della media nazionale pro capite.

Ma non è tutto: sarà vietato pubblicizzare il gioco d'azzardo sui mezzi pubblici e installare le macchine a meno di 500 metri da determinati luoghi: scuole, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, strutture sociosanitarie, centri di aggregazione per giovani e anziani. I comuni potranno poi scegliere ulteriori luoghi considerati sensibili e prevedere altre misure, non contemplate dalla legge regionale.

Previste anche nuove misure per assistere i ludopatici e le loro famiglie. E i gestori dei locali in cui sono presenti le slot machines dovranno frequentare corsi di formazione mirati. Approvati anche due ordini del giorno (di Pd e Lega) per destinare le eventuali maggiori entrate dell'Irap all'assistenza dei ludopatici e delle loro famiglie, ma anche per fornire assistenza legale ai gestori che avessero difficoltà o minacce per la disinstallazione delle apparecchiature.

E per una volta le parti politiche sono tutte soddisfatte. Il presidente Roberto Maroni chiede al parlamento di prendere spunto dalla Lombardia per una legge nazionale sull'argomento, mentre l'assessore Viviana Beccalossi è entusiasta: "I partiti si sono ritrovati concordi nel voler affrontare un problema così sentito". Stefano Buffagni (5 Stelle) ha affermato che "in Lombardia abbiamo fatto tutti la nostra parte, condividendo la scelta di osare per dare un segnale forte. I partiti che qui hanno sostenuto la legge facciano i passi opportuni perché i loro colleghi a Roma facciano altrettanto emanando specifiche norme nazionali".

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