L'Apis risponde alla lettera di A.e.u.p.s.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Rispondiamo ad una lettera a Lei indirizzata di cui troviamo traccia on line su "Milano Today ¹" a firma A.E.U.P.S. per esprimere il nostro totale dissenso rispetto ai contenuti della medesima.
In particolare corre l'obbligo di sottolineare che il settore rappresentato in oggi dalle agenzie di sicurezza disarmata (ex portierato) impiega oltre 90 mila addetti, ovvero il doppio delle guardie particolari giurate alle dipendenze degli Istituti di Vigilanza.
Appare del tutto fuori luogo e offensivo accanirsi contro detto settore assimilandolo ad una "nuova moda" e riteniamo anche imprudente raffigurare gli imprenditori che si occupano di questa attività, nella maggior parte dei casi security manager competenti e corretti, come degli sfruttatori senza scrupoli.
Tutta la missiva suona come una patetica denigrazione contro un settore in cui vigono specifici CCNL ed i più recenti orientamenti giurisprudenziali conferiscono piena legittimità e titolo per operare nell'ambito della security, seppure con i vincoli del caso.

I dati esposti nella lettera in oggetto sono altresì falsati da convincimenti personali e opinabili perché nel settore della Vigilanza Privata nascono più aziende di quante ne muoiano. Nel 2013 nel settore della vigilanza privata sono state create 166 nuove imprese, ma sono 129 quelle che hanno cessato l'attività. I dati - elaborati dall'Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria e complementare dell'Assiv-Confindustria in base alle rilevazioni INPS delle aziende che applicano il CCNL del settore vigilanza privata - indicano un aumento di nuove aziende nel 2013 rispetto alle 73 imprese nate nel 2012, mentre è rimasto più o meno stazionario il numero di aziende che hanno cessato l'attività, pari a 129 nel 2013 e a 125 nel 2012.
Non esistono - quindi - turbative imputabili ai "servizi fiduciari" che non hanno certamente affossato la vigilanza armata ma - semmai - nuove dinamiche nel mercato che non ritiene più utile o indispensabile l'operatore armato e le guardie giurate - naturalmente - faticano a comprendere questa evoluzione.

Siamo invece in piena sintonia con la dichiarazione relativa alla totale assenza di formazione delle guardie giurate armate che ha portato alla deriva il settore perché la committenza ha compreso questa grave lacuna e stenta ad acquistare servizi svolti da operatori - spesso - non qualificati. Si mandano - infatti - allo sbaraglio soggetti rischiosamente e inopportunamente armati perché privi di un addestramento specifico all'uso delle armi da fuoco e divenuti anche tristemente protagonisti - purtroppo - di gravi fatti di cronaca, parliamo ci circa 30 omicidi l'anno commessi dai dipendenti degli Istituti di Vigilanza Privata.

A noi sembra - tutto sommato - che siano più fuori controllo costoro che non gli imprenditori dediti alla security disarmata, un settore in forte espansione che sta generando posti di lavoro in ogni dove nel nostro Paese a cui certamente non serve un freno, come vorrebbe l' A.E.U.P.S. per tutelare interessi clientelari, ma - semmai - nuovi strumenti legislativi per ampliare il proprio raggio d'azione.

¹ (https://www.milanotoday.it/cronaca/lettera-salvini-vigilanza-privata.html)

Alessandro CASCIO
Segretario Nazionale APIS (Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza)

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