Cronaca

Rocco Papalia dice di aver fatto più lui per Buccinasco del sindaco. La replica

Il boss intervistato in tv si scaglia contro il primo cittadino

Il sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti

Nuovo scontro a distanza tra il boss Rocco Papalia e il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti. Il primo, intervistato da una trasmissione televisiva, ha duramente attaccato il secondo, che non ha taciuto ma ha risposto per le rime. Il "la" durante la trasmissione televisiva Mappe Criminali.

Molto forti le affermazioni di Papalia, classe 1950, detenuto in 41bis dal 1992 al 2017 e senza sorveglianza speciale dal 2019. Considerato per tanto tempo il "supercapo" delle 'ndrine dell'hinterland sud-ovest di Milano, Papalia ha detto di non dover «chiedere scusa a nessuno» e ha proseguito: «Ho fatto più del sindaco perché io, coi miei mezzi di movimento terra, ho costruito mezza Buccinasco. Se c'è qualcuno che se ne deve andare è lui».

Poi il leit motiv, quello secondo cui la criminalità organizzata sarebbe un'invenzione: «E' inutile che (Pruiti, n.d.r.) dice mafia, mafia. Dice che la mafia a Buccinasco ha perso. Ha perso perché non è mai esistita». Frasi che hanno provocato la dura reazione del primo cittadino di Buccinasco: «Parole inaccettabili - ha detto -. Non possiamo pensare di poter continuare a vivere accanto a un personaggio simile». Il sindaco ha aggiunto che scriverà al prefetto: «A Buccinasco la ferita è ancora aperta e le minacce di Papalia non fanno altro che gettare benzina sul fuoco».

Il ritorno a Buccinasco e il cortile conteso

Da quando è tornato nella "sua" Buccinasco, Papalia vive nella villetta di famiglia di via Nearco insieme alla moglie. Una porzione della villa è stata confiscata secondo le norme sul patrimonio di chi è accusato di associazione mafiosa e, attualmente, è assegnata all'associazione Villa Amantea, che vi ha insediato un centro Sprar per minori non accompagnati. Una convivenza con alti e bassi. Per esempio circa l'uso del cortile comune, che la moglie di Papalia (proprietaria della villa) ha chiesto e non ottenuto.

Si andrà in Tribunale, a giugno, dopo che i giudici hanno chiesto alle parti di trovare un accordo. Ma le posizioni sono nettamente distanti e, in particolare, l'amministrazione comunale sottolinea che non è possibile che i giovani accolti da Villa Amantea condividano il cortile con il boss e la sua famiglia.

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