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Repertorio

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Milano, litiga con un rider e prova a travolgerlo: il pirata aveva già ucciso ma è libero

Un omicidio mancato solo grazie ai riflessi pronti del ciclista, un corriere di Glovo

Alle spalle una condanna per un omicidio volontario di 15 anni fa, in strada con delle forbici. Tornato in libertà, in affidamento in prova, era alla guida di una Fiat Punto per le strade di Milano. Quando nella serata di giovedì, attorno alle 18.30, all'incrocio tra piazza Angiliberto II e via Ravenna, dopo una lite per motivi di viabilità con un rider, ha cercato di travolgere il ciclista. 

L'uomo, Carlo Antoci, un milanese di 47 anni, è stato poi individuato dalla polizia in via Barabino, sempre in zona Corvetto, a pochi isolati dal luogo del''incidente'. Antoci è indagato - a piede libero - per tentato omicidio e guida in stato di ebbrezza. Infatti è risultato essere un po' alticcio. La sua auto, ma a questo punto sembra veramente il minore dei problemi, era pure sprovvista di assicurazione, motivo per il quale è scattato il sequestro amministrativo. 

Un omicidio mancato solo grazie ai riflessi pronti del ciclista, un nigeriano di 36 anni corriere di Glovo. Il rider, dopo la lite con il 47enne, che era pure sceso dall'auto per risolvere la questione con lo scontro fisico, quando ha capito che l'automobilista, risalito in auto, aveva intenzione di investirlo si è lanciato dietro una vettura in sosta. La Punto ha così travolto solo la bicicletta e lo zainetto del corriere.

Ad assistere alla scena, c'erano anche i passanti. Uno di loro ha fatto in tempo a scrivere la targa della Punto e ai poliziotti ha indicato la direzione di fuga del pirata. Il 47enne ai poliziotti ha raccontato della lite e degli insulti ma l'alito tradiva la sua ubriachezza. Poi certificata dall'etilometro della polizia locale, arrivata per fare i rilievi. Il nigeriano è stato trasportato per accertamenti al Policlinico di Milano, ma non dovrebbe aver riportato nulla di grave. 

Nel 2005 Antoci, all'epoca elettricista, aveva ucciso un marocchino di 22 anni dopo una lite in strada, sempre al Corvetto. Uno scontro, a quanto pare, cominciato per motivi di poco conto ma finito nel peggiore dei modi. Una scena che casualmente rischiava di ripetersi come il più macabro dei dejavù.

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