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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca

Gli imprenditori di Locanda Armonia: "Siamo estranei a ogni vicenda giudiziaria"

"La nostra attività non è mai stata raggiunta da sequestri", affermano i soci

"Siamo Claudia Tozzi, i fratelli Chiara e Gigi Belotti, e Mario Bena. Siamo quattro imprenditori che vorrebbero raccontare la verità su quanto accaduto alla Locanda Armonia, la struttura di Trescore Balneario che si occupa di banchettistica, ricevimenti nuziali, eventi privati ed aziendali, e che ancora una volta ha subito un sequestro da parte dello Stato ai danni della società proprietaria delle mura dell’immobile". Queste le parole dei soci della società della Bergamasca.

La precisazione degli imprenditori arriva dopo la notizia del sequestro da 4,5 milioni al 're dei subappalti' Pierino Zanga. Provvedimento che, appunto, non ha riguardato l'attività di Locanda Armonia. "Nell’ottobre del 2016 - spiegano i soci - eravamo quattro dipendenti di Locanda Armonia: una direttrice, una voce direttrice, due chef, di cui uno stellato. Nei primi giorni di ottobre abbiamo vissuto il primo sequestro ai danni della proprietà e, nonostante questo (e credete, non è stata per niente cosa da poco) per dovere nei confronti dei clienti che avevano creduto in noi e delle famiglie degli altri trenta dipendenti, abbiamo deciso insieme di non abbandonare il nostro posto di lavoro, abbiamo invece a testa alta affrontato il 2017 effettuando tutti i ricevimenti calendarizzati per quell’anno, mantenendo le promesse fatte con grandissima soddisfazione di tutti".

"Certo - prosegue la nota - non è stato per niente facile, abbiamo subìto ogni genere di umiliazioni da parte delle istituzioni locali, che ci confondevano con la proprietà non facendo la differenza tra noi e la società indagata". "L’amministratore giudiziario, supportato dal tribunale di Milano che sostituiva temporaneamente la proprietà - continuano i quattro imprenditori - constatava personalmente la nostra fatica, il nostro sacrificio e la nostra caparbietà nel voler difendere quello che per noi era sì un lavoro, ma che avevamo trasformato in 'casa', in 'famiglia', dove gli ospiti venivano e vengono accolti con calore, sorriso gentilezza e professionalità".

Alla fine del 2018, dopo un primo sequestro dell'immobile, lo Stato ha offerto la possibilità di ottenere in gestione l'azienda. A quel punto i quattro giovani hanno deciso di salvare la Locanda diventando imprenditori e "stipulando un contratto di affitto di azienda con l’amministrazione giudiziaria", come raccontano anche sulla loro pagina Facebook. Nei giorni scorsi, poi, è arrivato il secondo sequestro della proprietà che però non ha riguardato l'attività di Locanda Armonia, la quale è potuta proseguire normalmente al netto di alcune disdette dovute a fraintendimenti. "Siamo persone normali, oneste e mai coinvolte in scandali, chiediamo solo di poter continuare a fare il nostro lavoro senza ulteriori ostacoli", concludono i soci.

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