In parco Sempione la prima 'locanda' gestita da ragazzi down

Un progetto dove persone 'più fragili' danno "una risposta a tutti i milanesi". Uno splendido edificio, nel verde, dove ottimo cibo e solidarietà camminano insieme

Alcuni ragazzi del progetto "Locanda alla mano" (foto Brambilla)

Solidarietà e buona cucina: sono questi gli ingredienti della 'Locanda alla Mano', un progetto di integrazione lavorativa e formazione dedicato a giovani con disabilità, inaugurato lunedì nel cuore di Milano, il Parco Sempione.

«La storia di questa locanda è nata da un incontro che ho fatto con Martina, una ragazza down che un giorno si è ribellata sul posto di lavoro in quanto era noioso e non retribuito - ha spiegato Fabio Bocchiola, presidente della cooperativa Contè, ente promotore dell’iniziativa -. Questo è il destino di molti ragazzi down che magari portano a termine un ottimo percorso scolastico, ma poi non riescono a lavorare. Abbiamo quindi pensato di ragionare al contrario, cercando di trovare il modo di valorizzare le qualità di questi ragazzi».

La Locanda alla mano è infatti un progetto che non cerca di inserire forzatamente i ragazzi portatori di sindrome di down in mansioni non disegnate per loro, ma al contrario fornisce un lavoro che esalta le caratteristiche di questi giovani.

«La locanda è evocativa, in un’area urbana, di punto di sosta, aggregazione e rigenerazione, tutti elementi di cui oggi più che mai abbiamo bisogno - ha continuato Contè -. Elementi che vengono ancora di più sottolineati dal lavoro dei ragazzi con sindrome di down e da un’offerta di cibo e bevande che vuole essere lontano dai normali circuiti commerciali, non abbiamo infatti cibo appartenente a grandi marchi come la Coca Cola o altro».

Aperta dal 18 luglio a fine settembre la Locanda alla Mano, patrocinata da Expo e dal Comune, sarà un luogo di ristoro caratterizzato dalla presenza di otto ragazzi con disabilità che lavoreranno sette giorni su sette dalle 10 alle 20 con un sistema di turnazione. «Questa locanda non è solo un luogo dove poter lavorare, ma anche un posto in cui essere visibili - ha spiegato Gianmarco Gavardi, presidente dell’associazione Genitori e Persone con Sindrome di Down Onlus -. Tutti potranno tastare con mano il vero significato del termine inclusione lavorativa: qui lavorano sia persone con la sindrome di down, sia persone senza, se si toglie una sola persona, si perde una risorsa importante».

Alla conferenza stampa di inaugurazione era inoltre presente l’assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute Pierfrancesco Majorino. Nel suo intervento ha sottolineato come il progetto della Locanda alla Mano sia molto importante per la città di Milano, in quanto per la prima volta sono le persone portatrici di fragilità che danno una risposta a tutti i cittadini milanesi. «L'esperienza della Locanda alla Mano - ha dichiarato l’assessore Majorino -, è un ottimo esempio di come, attraverso il lavoro, si possano valorizzare le persone con disabilità contribuendo a restituire loro dignità e inclusione».

Il progetto architettonico, curato dallo studio Italo Rota, è caratterizzato infine da una grande mano in acciaio rosa che ne diventa il simbolo ed evoca il nome del locale dal duplice e intuitivo significato: offrire una mano a ragazzi svantaggiati per aiutarli a trovare una collocazione in ambito lavorativo e dare importanza alla genuinità dei rapporti interpersonali.

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