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Pestaggio studente Statale, scarcerato il secondo studente

Scarcerato Lorenzo Minani, uno dei due studenti dell'Università Statale arrestati lo scorso 4 settembre con l'accusa di aver pestato a sangue un altro studente

Il gip di Milano Alessandra Simion ha disposto la scarcerazione di Lorenzo Minani, uno dei due studenti dell'Università Statale arrestati lo scorso 4 settembre con l'accusa di aver pestato a sangue un altro studente nella notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso nel corso di una festa durante un'occupazione. Il giudice ha concesso al giovane, assistito dall'avvocato Mauro Straini, gli arresti domiciliari. Una decina di giorni fa era tornato in libertà, con l'obbligo di firma, l'altro arrestato, Simone Di Renzo.

Lorenzo Kalisa Minani, 30 anni, era finito in carcere assieme a Simone Di Renzo, 26 anni, quasi due mesi fa con l'accusa di lesioni gravissime e violenza privata con minacce per il pestaggio avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio scorso nel corso di una festa durante un' occupazione alla Statale. Lo studente picchiato, stando al referto medico, ha subito una ''deformazione permanente del viso'', tale da ''richiedere un importante intervento chirurgico riparatorio maxillofacciale''.

Il giudice Simion, accogliendo l'istanza della difesa, ha disposto la scarcerazione di Minani (le motivazioni del provvedimento verranno depositate a breve). Nell'ordinanza di scarcerazione per Di Renzo il giudice aveva riportato la testimonianza di uno studente - il principale testimone oculare del pestaggio - che aveva fornito una sorta di ritrattazione. In fase di indagini, prima degli arresti, aveva detto, infatti, di aver ''individuato'' nel gruppo delle persone che avevano partecipato al pestaggio ''due ragazzi'' dei quali aveva fornito una precisa descrizione, riconoscendoli come Minani e Di Renzo''.

Sentito in seguito dal pm, invece, ''pur confermando quanto a suo tempo riferito - ha scritto il gip - precisa che l'azione del gruppo di venti persone'', che avrebbero preso parte all'aggressione a causa di un disegno che lo studente aveva fatto su un manifesto, ''era avvenuta in maniera concitata e in quell'intervallo di tempo la sua unica preoccupazione era stata quella di aiutare l'amico''.

Il teste aveva chiarito, quindi, di non essersi ''soffermato a vedere i volti delle persone che lo avevano aggredito''. Per tale ragione, ha messo a verbale il giovane, ''non posso affermare di aver visto Di Renzo e neppure Minani partecipare all'accompagnamento verso l'esterno e al pestaggio''.

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