Selvaggia Lucarelli e Gianni Morandi "cacciati" dal locale di Belen

I due si erano incontrati al Ricci di piazza della Repubblica. Ma ad un certo punto una cameriera ha detto loro: "Costretta a farvi andare". L'esposto del Codacons

Morandi e la Lucarelli (foto Fb Gianni Morandi)

Selvaggia Lucarelli e Gianni Morandi "cacciati" dal Ricci di piazza della Repubblica? Secondo quanto riferito dalla Lucarelli, è esattamente così. Il fatto mercoledì 11 novembre: i due si danno appuntamento nel bar la cui comproprietaria è Belen Rodriguez, notoriamente non proprio amica del cuore della Lucarelli, per un caffè. Risultato: ad un certo punto una cameriera si reca da loro, non senza imbarazzo. «Scusate, io non vorrei dover dire questa cosa ma dovreste lasciare il locale». 

Morandi, secondo il racconto della Lucarelli, lì per lì non comprende bene il senso: «Dovete chiudere?», chiede. Poi, quando arriva una spiegazione più precisa («vi giuro, sono dispiaciuta, ma la direzione mi ha chiesto di dire che la signora non è gradita in questo locale»), non c'è altro da fare e il terzetto (con Lucarelli e Morandi c'è anche un amico) si alza e se ne va.

Non sono mancati però gli strascichi successivi. Giovedì mattina la giornalista ha pubblicato il resoconto di quanto successo sul suo profilo Facebook e il Ricci ha risposto "per le rime". Sul profilo Instagram ufficiale ha postato la fotografia di una mucca e un commento che più esplicito non si può: «Cara Selvaggia Lucarelli capisco il tuo rancore per il rimbalzo di ieri e ti ringraziamo per aver scritto e detto .. "Che tanto non ci avresti più messo piede dentro questo schifo di locale". Cercheremo di sopravvivere comunque. Luca Guelfi». Questo post si è rivelato un vero boomerang: moltissimi commentatori l'hanno giudicato una caduta di stile.

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Infine il Codacons: che, sulla base dell'articolo 187 del Testo unico di pubblica sicurezza, spiega che i gestori di un locale pubblico non possono "cacciare" qualcuno se non sussiste un giustificato motivo. «E l'antipatia personale non rientra certo tra le motivazioni riconosciute dalla normativa», commenta l'associazione dei consumatori, che ha presentato un esposto alla guardia di finanza.

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